Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

POST-REFERENDUM, GRASSO (FI) “L’OMBRELLO DI RENZI HA TENUTO NASCOSTE LE EMERGENZE SICILIANE: PRECARI E RETE OSPEDALIERA RESTANO A RISCHIO IN SICILIA.”

07/12/2016 - “La crisi di governo appena apertasi non può costituire l’alibi per dimenticarsi dei precari siciliani che ora rischiano di veder saltato l’accordo inserito nella manovra finanziaria durante la campagna referendaria. Il Governo nazionale mantenga gli impegni presi prima di sbattere la porta e uscire di scena”. Commenta così Bernardette Grasso, deputata regionale di Forza Italia, le emergenze venutesi a ripresentare a causa della crisi di governo dopo il referendum.

“In Sicilia ci sono 15 mila lavoratori precari che attendono risposte. In campagna elettorale gli era stato promesso l’inserimento dell’accordo all’interno delle parti aggiuntive alla legge di stabilità. Oggi però il Senato vota saltando questi correttivi. La soluzione paventata dalla Regione del ricollocamento in Resais potrebbe non essere sufficiente. Le province siciliane sono infatti sull’orlo del dissesto a causa di una riforma pasticciata e degli aumenti dei contributi versati per il risanamento della finanza pubblica nazionale. Si rischia quindi di mettere in mobilità dei lavoratori spostandoli da una palude a un’altra.”

“La Sicilia guidata dal Pd in questi anni – conclude l’On. Grasso – passerà alla storia per i ritardi e le inefficienze. Basta vedere i dati Istat che certificano proprio oggi la crisi di povertà. Un siciliano su due è a rischio povertà ed esclusione sociale. La Corte dei Conti bacchetta il governo regionale per l’indebitamento pubblico che salirà alle stelle, il piano della rete ospedaliera, ennesima promessa elettorale, rischia di slittare ulteriormente. L’ombrello del governo Renzi ha tenuto nascoste queste emergenze che oggi sono più visibili che mai.”

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