GIORNATA DELLA MEMORIA O DEGLI IMMEMORI?

Gruppo Pari Opportunità “Cambiamo Messina dal Basso”: Le giornate della memoria che ci rendono tutte/i un po' più immemori. Siamo tutte/i più immemori se chiamiamo "olocausto" quello di settant'anni fa e non lo vediamo oggi”

27/01/2017 - Come ogni anno, gli ultimi giorni di gennaio sono caratterizzati da massicce iniziative culturali per celebrare la Giornata della Memoria, giornata designata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell'Olocausto. Mentre nei palinsesti televisivi si susseguono film e dibattiti a tema
e le scuole impegnano gli studenti in programmi dedicati, la cronaca interrompe con violenza l'esercizio del ricordo per restituirci quello
ingrato della testimonianza.

Come Gruppo Pari Opportunità di CMdB ci interroghiamo sull'esigua
efficacia di un monito alla salvaguardia della memoria collettiva come
può essere quello del 27 Gennaio, quando mancano politiche di pace,
politiche che riportino al centro del dibattito e dell'azione la
dignità umana.

Nelle profondità del Mediterraneo o ammassata lungo i confini
d'Europa, ostacolata da cani e filo spinato fra Serbia e Ungheria o
relegata nel fango e nell'immondizia della Jungle di Calais in
Francia, c'è l'umanità migrante che ripercorre analoghe fughe,
analoghi soprusi e troppo spesso, analoghe morti.
Le Giornate della Memoria ci rendono tutte/i un po' più immemori se
non sono servite a comprendere la natura vessatoria di qualsiasi
sistema di potere fondato sulla negazione di diritti e identità.

Siamo tutte/i più immemori se a distanza di decenni e di fronte al
fallimento di diverse risoluzioni ONU, rimane irrisolta la questione
palestinese con il suo carico di conflitti intermittenti, massacri,
operazioni militari continue, popolazione emigrata o costretta in
ghetti e militarizzata.

Siamo tutte/i più immemori, se persino a ridosso della Giornata della
Memoria, la stampa riporta senza enfasi le parole del primo ministro
israeliano Netanyahu che annuncia la costruzione di 2500 nuovi alloggi
in Cisgiordania, nei territori contesi con la Palestina:
ultima provocazione e atto di forza che vanifica gli sforzi per la pace.

Siamo tutte/i più immemori se chiamiamo "olocausto" quello di
settant'anni fa e non lo vediamo oggi.

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