Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PROVINCE E CITTÀ METROPOLITANE DELLE REGIONE A STATUTO SPECIALE ESCLUDE DALLO SCHEMA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Roma, 27 gennaio. - VILLAROSA VALLASCAS – “Abbiamo chiesto con urgenza di avere risposte ufficiali in commissione dal ministro perché c’è un serio rischio che le nostre già martoriate “province” (i nuovi enti di area vasta) non rientrino nei c.d. “fondi da ripartire per il finanziamento di interventi a favore degli Enti territoriali” a cui va quasi 1 miliardo di euro l’anno!”. I deputati siciliani Villarosa e Cancelleri insieme ai sardi Vallascas e Bianchi comunicano di aver depositato un’interrogazione a risposta in commissione per fare chiarezza sull’esclusione delle province e delle Città Metropolitane appartenenti alle regione a Statuto Speciale dallo schema del presidente del consiglio previsto per il c.d. “fondo per il finanziamento di interventi a favore degli enti territoriali”, istituito dalla legge di bilancio 2017 e provvisto di una dotazione di 969,6 milioni di euro per, ciascuno degli anni dal 2017 al 2026, di 935 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2046 e di 925 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2047.

Entro il 31 gennaio 2017 il presidente del consiglio, su suggerimento del Ministro dell’economia dovrà adottare uno schema di decreto per stabilire quali enti territoriali beneficheranno del fondo, da quanto emerso nel corso dell'esame in Commissione affari finanziari della Conferenza delle regioni e delle province autonome, circa 900 milioni di euro dovrebbero essere ripartiti tra province e città metropolitane, con esclusione degli enti di area vasta delle regioni a statuto speciale.
“Il ministro deve innanzitutto dirci se questa esclusione è vera e soprattutto se e come rimedierà a questo scempio perpetrato a danno delle regioni a statuto speciale. Abbiamo enti territoriali sull’orlo del baratro e questo sarebbe solo il definitivo colpo di grazia”



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