MEDICI: GRAVE DISSERVIZIO DEL MODULO DIPARTIMENTALE DI PSICHIATRIA DI MESSINA NORD

Messina, 22.3.2017 - Le scriventi organizzazioni sindacali ritengono dover rappresentare il grave disservizio del Modulo Dipartimentale di Psichiatria di Messina Nord in quanto da tempo si assiste ad un progressivo depauperamento dell’organico del personale del suddetto modulo dovuto anche a pensionamenti, mobilità per sopperire a carenze di personale ed inabilità di personale che, a tutt’oggi , non è stato mai sostituito. Tutto ciò ha determinato una discontinuità dell’intervento terapeutico, sia del personale medico che infermieristico, con conseguenze negative sulla utenza che ha visto mutare gli operatori di riferimento e con evidente rilievo sulla presa in carico dell’assistito.

La già nota carenza del personale medico si sta accentuando per i progressivi pensionamenti (sono già stati deliberati tre pensionamenti di Dirigenti Medici e altri due andranno in breve tempo in quiescenza ) e per le condizioni precarie di salute di altri Dirigenti . A ciò bisogna aggiungere la carenza del personale infermieristico: sono stati già deliberati cinque pensionamenti, un infermiere è in aspettativa per legge 80, due assenti per grave malattia da diversi mesi, due infermieri in mobilità volontaria dal 1° aprile 2017, oltre le unità con le limitazioni che ne impediscono l’impiego nelle varie Unità.

Ad oggi i numeri sono impietosi perché il MD Messina Nord svolge i seguenti servizi: SPDC con quindici posti letto, CSM, Ambulatorio di Villafranca, Centro Diurno, CTA con venti posti letto, Centro Diurno di Etnopsichiatria, STAR Villa Bianca e STAR Villa Verde con sei posti letto cadauna, oltre il servizio di reperibilità H24 presso l’Ospedale Papardo di Messina.
Si comprende bene che sia le strutture di degenza che il territorio necessitano di essere rinforzate urgentemente con l’implementazione dell’organico del personale medico ed infermieristico date, sia le necessità delle strutture di ricovero ma anche quelle territoriali (acuzie sul territorio, interventi per TSO, trattamenti domiciliari per i casi difficili e pressanti emergenze territoriali).

Non è da sottovalutare poi problematica legata alla presa in carico del paziente psichiatrico che rappresenta, inoltre, una necessità per la continuità terapeutica e la presenza di figure di riferimento e non operatori che cambiano continuamente sede di lavoro per sopperire alle carenze di altre strutture .
Si chiede, pertanto, alla Direzione Generale un incontro immediato per la disamina della problematica al fine di trovare delle soluzioni stabili nell’interesse della utenza , nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori al fine di evitare interruzione dell’attività terapeutica che ad oggi si è mantenuta solo con l’impegno ed il sacrificio degli operatori.

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