Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

PROFESSIONI SANITARIE, I POSTI PER LE IMMATRICOLAZIONI SULLA BASE DELL’ACCORDO STATO-REGIONI

Professioni Sanitarie, i posti per le immatricolazioni? Decisi su base accordo siglato in Stato-Regioni. Decreto provvisorio: previsto tavolo il 14 luglio

Roma, 7 luglio 2017 - Con riferimento alle notizie di stampa relative alla programmazione dei posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie per l’anno accademico 2017/2018 e alla loro ripartizione su base territoriale, il Ministero intende precisare quanto segue.
Così come specificato per Medicina, in un precedente comunicato, anche in questo caso i posti totali nazionali sono stati decisi sulla base dell’accordo raggiunto lo scorso 25 maggio in Conferenza Stato-Regioni. L'intesa fra Stato e Regioni tiene conto, per la determinazione dei posti delle Professioni Sanitarie, così come di Medicina, Veterinaria e Odontoiatria: delle stime relative alla domanda futura di professionisti da parte del Sistema Sanitario Regionale e Nazionale; della capacità di assorbimento da parte del mercato di queste figure professionali; dei cambiamenti demografici della popolazione, dei cambiamenti nella modalità di erogazione dei servizi sanitari.

In allegato all’accordo del 25 maggio ci sono una serie di tabelle che riportano il fabbisogno complessivo nazionale per singola figura professionale. Alla ripartizione dei posti per le immatricolazioni tra le università provvede poi il Miur, tenendo conto dell’offerta potenziale comunicata da ciascun ateneo e dell’esigenza di una equilibrata attivazione dell’offerta formativa sul territorio nazionale.

In occasione di un tavolo che si è tenuto lo scorso 12 giugno al Miur, fra rappresentati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero della Salute, della Conferenza Stato-Regioni, dell’Osservatorio delle Professioni Sanitarie, della Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia e dell’Anvur, si è deciso di offrire un numero di posti totali nazionali maggiore rispetto a quelli previsti in Conferenza Stato-Regioni, per dare una più ampia garanzia possibile del diritto allo studio.

Il 28 giugno 2017 è stato poi pubblicato il decreto del Miur numero 477 con “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale”. Al decreto, è stata allegata una tabella provvisoria di ripartizione dei posti disponibili per singolo ateneo che tiene conto del rapporto corrente tra il numero dei posti definiti in sede di tavolo di programmazione e l’offerta formativa potenziale delle università. Con un successivo decreto, peraltro già annunciato, il Ministero provvederà alla ripartizione definitiva dei posti disponibili per ateneo. A questo scopo è stata convocata un’apposita riunione, a completamento dei lavori avviati con la seduta del 12 giugno, per il prossimo 14 luglio.



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