Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MIGRANTI. FARAONE E CURRÒ VISITANO OGGI LO SPRAR DI MILAZZO

Il sottosegretario Davide Faraone, accompagnato dal parlamentare nazionale Tommaso Currò, sarà oggi alle 11 in visita a Milazzo allo Sprar della cooperativa Utopia.
04/08/2017 - Una presenza che vuole essere un chiaro segnale del governo verso queste realtà che vengono definite strategiche nell’accoglienza dei migranti. Nella città del Capo già da diversi anni la cultura dell’accoglienza ha fatto giungere in alcune strutture gestite proprio dalla coop. Utopia una cinquantina di profughi minori.
“Dove c’è un progetto Sprar l’integrazione è più alta – afferma il deputato Currò ¬ - e ritengo che occorre supportare quelle strutture che in questi anni hanno garantito servizi efficienti grazie all’impegno degli operatori che vanno ringraziati per la dedizione con la quale prestano il loro servizio. Il problema dell’accoglienza c’è e non bisogna negarlo. Ma c’è anche la soluzione: bisogna convincersi a farla propria. Del resto basta scorrere le pagine del rapporto ministeriale per capire che il Sistema funziona, e chi esce da un progetto di accoglienza Sprar ha un percorso d’integrazione decisamente positivo”.

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