Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

RETE DEGLI STUDENTI MEDI SICILIA: BENE 115 MILIONI DI FONDI PON SU EDILIZIA MA SI VIGLI SUI PROGETTI

Apprendiamo recentemente, da note rilasciate sui social dall’Assessore Bruno Marziano, della decisione del MIUR di stanziare la somma di 115 milioni di euro circa, per la realizzazione di progetti sull’edilizia scolastica e sulla messa in sicurezza degli edifici adibiti ad uso scolastico, da assegnare tramite progetti PON (Fondi PON 2014/2020 – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale).

Palermo, 5 sett. 2017 – È una buona notizia – dichiara Flavio Lombardo, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Sicilia- ci fa piacere sapere che da Roma si pensi all’agibilità delle scuole siciliane, dato che negli ultimi anni il Governo Regionale non è stato in grado di occuparsi della sicurezza degli istituti scolastici. Purtroppo è un argomento anche troppo ignorato dall'amministrazione, secondo i dati raccolti da Legambiente nel Rapporto del 2016 sull'edilizia scolastica, la nostra Isola risulta l'ultimo luogo in Italia in cui converrebbe andare a studiare, in coda alla graduatoria con dati nazionali. Cita testualmente "un patrimonio edilizio alquanto datato e in condizioni affatto rassicuranti: il 69,7% degli edifici è stato costruito prima del '74, il 20,2% nasce come abitazione, su nessuno è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica. Le certificazioni mancano a tantissime scuole. Infatti solo il 36,7% ha quella di collaudo statico, il 35,2% di idoneità statica, il 22,1% di agibilità e il 32,8% di prevenzione incendi."

Questa è solo una parte infinitesimale dell'enorme deficit che interessa le scuole della regione.
Abbiamo già avuto esperienza di fondi di provenienza ministeriale, o addirittura Europea, stanziati per la messa appunto degli edifici scolastici, che a causa della lentezza burocratica di organi amministrativi provinciali e regionali sono stati persi, sprecando in questo modo importanti occasioni per le scuole siciliane.
Per questo ci auguriamo che questi soldi non vadano perduti e che quindi si vigili molto attentamente sul ruolo delle Province e dei Consorzi, in quanto destinatari di eventuali fondi riguardanti istituti di istruzione superiore di secondo grado.

Chiaramente si parla di somme che, anche in potenza, nella migliore delle ipotesi, non sarebbero sufficienti a risolvere più che singole emergenze locali, e non una situazione di disagio complessiva.
Ci aspettiamo infatti che il Ministero prenda in mano più spesso la questione delle scuole siciliane, dato che la Regione Sicilia sembra impossibilitata a farlo.
Ci aspettiamo al più presto una legge regionale sul diritto allo studio, che preveda anche un osservatorio per l'edilizia che si occupi di raccogliere dati che ad oggi non sono minimamente presi in considerazione, avviando un progetto a lungo termine ed investendo i fondi necessari per rimettere in piedi le scuole della Sicilia.







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