Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

SCUOLA: A PALERMO CADE L’INTONACO, SALVI ALUNNI E DOCENTI

Rete Degli Studenti Medi Sicilia: Il primo giorno di scuola situazione gravissima, gli studenti sono stanchi. È di stamattina la notizia del crollo avvenuto nella scuola primaria e dell’infanzia Ragusa Moleti di Palermo. Stamani infatti, durante le lezioni, un pezzo di intonaco ha ceduto; la scuola è stata subito evacuata e non si registra, fortunatamente, nessun ferito.

Palermo, 14/09/ 2017 - Tutto ciò capita durante il primo giorno di scuola, un fatto gravissimo che ha messo a serio rischio l’incolumità dei docenti, del personale ATA e dei circa 200 alunni che si trovavano all'interno della struttura in quel momento. La scuola aveva già dimostrato delle evidenti carenze strutturali che non tardavano a farsi notare ogni qual volta le condizioni meteorologiche non fossero ottimali e l’anno scorso, racconta un docente, si è arrivati persino a fare lezione con delle transenne in classe. I vigili del fuoco insieme all’ufficio tecnico del Provveditorato stanno ancora valutando e monitorando le condizioni generali della struttura. Sommando il fatto di oggi a ciò che è successo ieri a Pachino (in cui la scuola è stata chiusa per un giorno dai proprietari della struttura per il mancato pagamento del canone d’affitto) e ad Altofonte (con centinaia di studenti che, in assenza di mezzi di trasporto, non si sono potuti recare a scuola) la realtà che questo primo giorno di scuola ci descrive è senza dubbio gravissima.

“È inaccettabile, che ancora nel 2017 in Sicilia si verifichino episodi del genere. I governi negli ultimi anni hanno sottolineato più volte l’entità e l’importanza dei fondi stanziati per risolvere i dati di criticità riguardo l’edilizia scolastica, non riuscendo evidentemente a garantire un diritto allo studio minimo alla gran parte degli studenti siciliani che si ritrovano ancora vittime di un sistema scolastico che vede troppe disparità tra settentrione e meridione. Casi come quello di Pachino, di Altofonte e di Ragusa dimostrano quanto ci sia bisogno di rimettere in discussione la necessità di un diritto allo studio regionale e non solo.” Dichiara Flavio Lombardo, Coordinatore Regionale della Rete degli Studenti Medi Sicilia.

“In quanto sindacato studentesco e associazione giovanile più radicata nella regione, non possiamo non prendere atto di questi gravi fatti e rilanciare sulla necessità di un confronto con le istituzioni riguardo tematiche come edilizia scolastica e servizi che negli ultimi anni non è stato assolutamente costante, se non del tutto assente in virtù della poca disponibilità delle istituzioni competenti in materia.

“Gli edifici sono quello che sono e non possiamo farci niente”, questa è la dichiarazione di un genitore a “La Repubblica - Palermo” riguardo al crollo di stamani. Non possiamo accettare che genitori, docenti e studenti siano così abituati al malfunzionamento e alla precarietà di strutture e servizi tanto da essere rassegnati.

È altresì necessario rilanciare il percorso che mira all’ottenimento di una legge regionale per il diritto allo studio perché episodi di questo genere non accadano più. Siamo stanchi di non essere al sicuro tra le mura delle nostre scuole, siamo stanchi di svegliarci con l’incertezza riguardo alla possibilità di raggiungere la scuola dal nostro paese, siamo stanchi di percepire il mondo della scuola, che viviamo ogni giorno, come qualcosa di precario e che non ci dà alcuna garanzia e alcuna sicurezza.
Vogliamo cambiare la scuola per cambiare il Paese!” conclude Lombardo.

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