Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE”, INTITOLAZIONE SPAZIO A VITTIME FEMMINICIDIO

Messina, 24/11/2017 – oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della violenza sulle donne e come gruppo tematico di Cambiamo Messina dal basso riproponiamo l'intitolazione di una piazza, una via o un giardino alle “Vittime di femminicidio”. Il diniego della Commissione Toponomastica, composta peraltro da soli uomini in contrasto con quanto deliberato dalla Giunta comunale nel marzo 2016, è inaccettabile.
Inaccettabile perché ogni segno o gesto è utile per far comprendere determinati atti, stimolare a prevenire le violenze e a riconoscere quei segnali e atteggiamenti che le preludono; essere così semplicemente di aiuto alle donne ma anche agli uomini e complessivamente ad una società più giusta.
A sostegno di ciò, ecco in allegato i numeri del fenomeno, che non sono quelli presentati
nel 2014, bensì tristemente in aumento:

nel 2017, dal 1 gennaio ad oggi purtroppo, sono 84 1 le donne uccise
nel 2016 sono 120 le donne uccise,
nel 2015 sono 128 le donne uccise,
nel 2014 sono 136 le donne uccise,
nel 2013 sono 179 le donne uccise,
nel 2012 sono 157 le donne uccise,
nel 2011 sono 130 le donne uccise.

I dati a volte nemmeno coincidono, perché alcuni femminicidi passano inosservati o non
classificati come femminicidi.
A sostegno della nostra proposta citiamo l’intitolazione di altri luoghi simili:

nel novembre 2014 a Torino 2 il Giardino dedicato alle “Vittime di
Femminicidio”,
nel giugno 2015 a Siracusa 3 la piazza “Vittime di Femminicidio” e
nel marzo 2017 a Priolo 4 la piazza “Vittime di Femminicidio”.
A sostegno si vedano anche i comunicati di:
- amministrazione comunale 5 ,6,
- Consulta delle Organizzazioni sociali 7
- CEDAV 8.

La notizia della nostra proposta e il relativo diniego hanno avuto ampia eco sui giornali e
nell’opinione pubblica, confermando che la motivazione approntata dalla Commissione
Toponomastica con il suo “non è il modo migliore per onorarle” riferito alle vittime,
non sussiste e non è assolutamente ragione valida per privare la città di un luogo di
meditazione e memoria sul femminicidio.

Concordiamo sul fatto che una piazza intitolata alla vittime di femminicidio non sia di
certo sufficiente per ammonire su un fenomeno tanto esteso e radicato, così come non lo
sono tuttavia una locandina, una panchina dedicata, una sedia con un drappo rosso e/o le
tante manifestazioni a riguardo:
si tratta di segni, indirizzi attraverso cui far riflettere, stimoli culturali perché il
femminicidio sia collettivamente riconosciuto e stigmatizzato.

Gruppo pari opportunità
Cambiamo Messina dal basso

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