Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE MEDICA BOCCIATE A MESSINA, D'UVA (M5s): "SITUAZIONE GRAVISSIMA"


Messina, 13 marzo 2018 -  “La questione dell’accreditamento negato ad alcune scuole di specializzazione medica di Messina e l’impossibilità di molti specializzandi di trasferirsi in altri Atenei sta divenendo l’emblema di un Paese incapace di dare garanzie, sostegno e certezze al futuro dei giovani”.
Il PortaVoce del MoVimento 5 Stelle, Francesco D’Uva, esprime la sua preoccupazione e chiede nuovamente un intervento del MIUR alla luce dell’ultima pronuncia del Tar del Lazio sull’annosa questione delle nove Scuole di Specializzazione messinese non ritenute idonee, secondo una verifica dell’Osservatorio Nazionale, a formare giovani medici.
“Avevo già chiesto tramite interrogazione che il Ministro intervenisse in maniera celere nella risoluzione di questo problema a mio avviso gravissimo - commenta il deputato – eppure ancora nulla è stato fatto se non far sì che si aggravasse irrimediabilmente la posizione degli specializzandi che, alla luce del non accreditamento delle scuole da loro frequentate, avevano chiesto il nulla osta per il trasferimento senza mai ottenerlo”.

L’Università di Messina si era difatti trincerata dietro il silenzio in attesa che il Tar del Lazio si pronunciasse in merito alla richiesta di sospensiva non concedendo, di fatto, alcun nulla osta agli specializzandi richiedenti.

“Adesso il Tar del Lazio ha dichiarato la sua incompetenza e l’Università non ha ottenuto la sospensiva – continua D’Uva – eppure gli specializzandi continuano a non ricevere risposta dal Rettorato circa il loro futuro. Una situazione anomala che sta lasciando i giovani medici ostaggio di un attesa assurda. Mi auguro che si faccia al più presto chiarezza e che la si smetta di giocare con la pelle, con il futuro e con l’istruzione dei giovani”.

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