Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

INDIPENDENTISTI, DA MOVIMENTO A PARTITO ‘SICILIANI LIBERI’, 1° CONGRESSO NAZIONALE A PALERMO

PALERMO, 8 maggio 2018 - Da movimento a partito: il 27 maggio i “Siciliani Liberi” celebreranno il primo congresso nazionale, a Palermo. “Con questa trasformazione, vogliamo fortemente radicarci ancora di più su tutto il territorio siciliano per parlare da vicino e costantemente con tutti i siciliani che non si sentono più rappresentati dai ferrivecchi della partitocrazia asservita alle segreterie nazionali italiane – spiegano gli indipendentisti -
Il 27 maggio rappresenta per tutti i siciliani l'inizio della svolta tanto attesa: la svolta che, col sostegno massiccio di tutti i delusi dalla politica italiana, dovrà portarci passo dopo passo prima all'indipendenza economica, per potere avviare un programma di sviluppo con ricadute positive su tutti i siciliani, e poi all'indipendenza politica”. Per gli indipendentisti “è innegabile che 160 anni quasi di Italia ‘unita’ sono stati un fallimento, il cui prezzo maggiore lo abbiamo pagato proprio noi, e l'entrata avventata e incosciente in questa Ue ha ulteriormente peggiorato il già disastrato status socioeconomico della nostra cara Isola”.

“Dobbiamo riappropriarci della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identità, e pretendere che chiunque voglia avere a che fare con noi siciliani dovrà accettare confronti paritetici e non pretendere di trattarci come schiavi – incalzano gli indipendentisti - Perché noi non siamo schiavi di nessuno, ma piuttosto siamo consapevoli del ruolo fondamentale che la nostra posizione geografica ci assegna nello scacchiere internazionale e, proprio per questo motivo, vogliamo tornare a essere quel crocevia di popoli e culture, ma nel segno della pace e della coesistenza, che siamo stati nei secoli scorsi; quando, cioè, la Sicilia era uno stato indipendente e prospero”.
“Nessuna rivendicazione velleitaria, dunque, ma solo il legittimo desiderio di tornare a essere protagonisti della nostra vita e della pace nel bacino del Mediterraneo – aggiungono gli indipendentisti -

Chiunque volesse unirsi a noi, per rafforzare questo nostro progetto politico, può liberamente contattarci. Saremo felici, dopo il congresso, di portare il nostro impegno provincia per provincia, e comune per comune, affinché tutti i siciliani possano sentirsi coinvolti in questo processo di riscatto e viverlo non più da coloni, ma da protagonisti. Viva la Sicilia, viva Siciliani liberi”.

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