Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

LE CICALE NON CANTANO ALLE STELLE: IL LORO CANTO D'AMORE IN UNA FILASTROCCA DI MIMMO MÒLLICA

"Le cicale non cantano alle stelle" è una bella filastrocca che Mimmo Mòllica dedica alle cicale. Il loro stridulo verso 'raccontato' in divertenti e delicati versi da Mòllica. Una filastrocca in rima per i bambini e adulti. Il canto come funzione sessuale, di corteggiamento, nella stagione dell'amore. 

30/10/2018 - Le cicale non cantano alle stelle, cantano all'amore. Cantano nella bella stagione per riprodursi, cantano più forte. I soggetti maschi, con il loro apparato sonoro costituito da lamine, fanno vibrare ritmicamente i ‘timballi’: il loro scopo è attrarre le femmine. E frinire, cantando insieme, come una sega elettrica, fa parte dei ‘canti’ d'amore.
"Le cicale non cantano alle stelle" è una bella filastrocca che Mimmo Mòllica dedica alle cicale che cantano all’amore. Il proverbiale ‘canto’ ricorda le calde giornate estive, il loro stridulo verso 'raccontato' in divertenti e delicati versi da Mòllica. Una filastrocca in rima per i bambini e per gli adulti. Il canto come funzione sessuale, di corteggiamento, nella stagione dell'amore. Il canto delle cicale come una filastrocca: il vizio mai perso di fare il verso.
È vero che le cicale cantano, ma è un canto che viene da un altro mondo, è lo stridore dell’invisibile sega che sta tagliando le fondamenta di questo. (José Saramago)
Il loro verso, in effetti, prende il nome di frinito, participio passato di frinire: verbo intransitivo, voce onomatopeica; fritinnire viene riferito alle cicale, ma pure agli uccelli ed ai bambini. È perciò un verbo che indica il suono caratteristico che emettono le cicale.
Le cicale ‘cantano’ in pieno giorno, nelle giornate assolate, mentre i grilli fanno sentire il loro verso di notte. Il canto delle cicale ha una funzione sessuale, di corteggiamento: il suono emesso dal maschio serve ad attirare l'attenzione della femmina nella stagione dell'amore: l'estate. Per questa ragione non sarà facile udire il verso delle cicale nel periodo invernale.

Le filastrocche siamo noi

Nelle filastrocche ci siamo noi, la famiglia, le situazioni familiari e sociali, i personaggi e le immagini della fantasia, delle fiabe e delle leggende.

[...]

Si danno un gran da fare,
non perdono un istante:
“Sono una gran cantante,
son nata per cantare”.

E cantano alle stelle,
le guardano incantate
per intere nottate,
ma solo le più belle.
[...]
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"Le cicale non cantano alle stelle"
di Mimmo Mòllica
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