Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

LAVORO. LA PROROGA DEGLI INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI NEL MEZZOGIORNO

12/11/2018 - In relazione all’art. 20 (decontribuzione SUD), volto a favorire nel Mezzogiorno le assunzioni con contratto a tempo indeterminato dei giovani con meno di 35 anni di età ovvero degli over 35 privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, dalla Rilevazione Istat sulle forze di lavoro si è stimata la platea potenzialmente interessata da questa misura. In particolare, riguardo ai giovani di 15-34 anni residenti nel Mezzogiorno si è tenuto conto dei dipendenti con lavoro a termine, dei disoccupati e delle forze di lavoro potenziali, ossia degli inattivi che vogliono lavorare ma non hanno cercato attivamente lavoro nell’ultimo mese ovvero avevano svolto azioni di ricerca ma non erano subito disponibili a iniziare un lavoro.

Per gli individui con almeno 35 anni si sono considerati invece i disoccupati e le forze di lavoro potenziali che non hanno svolto un lavoro negli ultimi sei mesi. Nel complesso, nel secondo trimestre 2018 la platea di potenziali beneficiari di queste misure è stimata in 3 milioni 515 mila individui, di cui il 53,3% costituito da giovani di 15-34 anni e il 46,7% da individui con almeno 35 anni (Figura 2). Questo gruppo è composto in lieve maggioranza da donne (51,9%), in quasi la metà dei casi da individui con basso titolo di studio (48,2% con al massimo la licenza media a fronte del 10,9% di laureati), il 37,2% non ha mai lavorato, il 44,8% vive con la famiglia di origine e il 38,6% è costituito da genitori.

Fonte Istat

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