Gibellina Capitale, un simbolo di resilienza e rinascita, la prova che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali

"Nell'anniversario del terremoto del Belìce, il nostro primo pensiero va ancora una volta alle vittime e ai loro cari. Una perdita ed un dolore che certamente non si cancellano col tempo. 15/01/2026 -  E in questa ricorrenza non possiamo dimenticare che ancora per troppe persone il terremoto non è solo un ricordo, ma una realtà quotidiana fatta di una ricostruzione che per molti versi non ha ancora restituito la normalità e la dignità che le nostre comunità meritano.  Riconosciamo i passi avanti fatti, ma sappiamo che la strada non è compiuta. Uno stimolo a proseguire nel nostro impegno per sanare queste ferite e perché presto le nostre comunità ritrovino la piena normalità." "Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volan...

LAVORO. NEL MEZZOGIORNO PERMANE UN DIVARIO DI 1,6 PUNTI %

Dossier Il mercato del lavoro nel Mezzogiorno. Commissioni riunite V Commissione "Bilancio, tesoro e programmazione" della Camera dei Deputati 5a Commissione "Bilancio" del Senato della Repubblica

Roma, 12 novembre 2018 - La ripresa del mercato del lavoro italiano osservata a partire dalla fine del 2013 si è riflessa nel progressivo aumento del tasso di occupazione. Per la prima volta dal 2008, nel secondo trimestre del 2018 la quota di occupati sul complesso della popolazione in età da lavoro (convenzionalmente fissata fra i 15 e i 64 anni) è tornata sui valori pre-crisi (59,1%). Il dato nazionale riflette tuttavia risultati differenziati nelle ripartizioni territoriali che vedono il Mezzogiorno in significativo ritardo rispetto al resto del Paese. Tra il secondo
trimestre 2008 e il secondo trimestre 2018 la crescita del tasso di occupazione nelle regioni del Centro e del Nord ha infatti consentito di recuperare e oltrepassare i valori precedenti la crisi (+0,8 punti nel Centro e +0,6 nel Nord); nel Mezzogiorno, invece, permane un divario di 1,6 punti percentuali.

Il mancato recupero delle regioni meridionali è dovuto principalmente ai
giovani al di sotto dei 35 anni congiuntamente ad una dinamica del tasso di
occupazione della popolazione adulta (35-64 anni) che, pur superando
lievemente i livelli pre-crisi, permane significativamente più debole rispetto
alle altre ripartizioni. Tra i giovani fra i 15 e i 34 anni, nonostante il tasso di
occupazione sia tornato a crescere dal quarto trimestre 2014, a ritmi a volte
anche più sostenuti rispetto alle altre ripartizioni, la quota di occupati resta
particolarmente bassa: 29,8% in confronto al 44,6% del Centro e al 51,0% nel
Nord (Figura 1). Anche tra gli over 35 il tasso di occupazione resta
ampiamente inferiore rispetto alle altre due ripartizioni.

Le criticità di inserimento dei giovani residenti nel Mezzogiorno nel mercato
del lavoro sono confermate anche osservando il tasso di disoccupazione che,
con riferimento al complesso della forza lavoro con almeno 15 anni, risulta
essere aumentato in 10 anni nelle regioni meridionali di 6,5 punti (rispetto ai
3,9 punti della media nazionale), attestandosi nel secondo trimestre 2018 al
18,4%, valore quasi doppio rispetto a quello del Centro (9,6%) e quasi triplo
rispetto a quello del Nord (6,5%), seppure in diminuzione rispetto al picco del
21,6% registrato nel primo trimestre 2014. Se poi si restringe l’attenzione al
segmento dei giovani con meno di 35 anni, l’indicatore – pur registrando
variazioni tendenziali negative negli ultimi quattro trimestri – risulta ancora
distante dalla media nazionale di circa 13 punti (32,4% rispetto a 19,4%).

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