Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

MAFIA A MESSINA. SEQUESTRATA LA SOCIETÀ CHE GESTISCE IL BAR “IL VELIERO”

Messina, 26 novembre 2018 - Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della locale DDA, riguardante il 100% delle quote sociali della società’ “Il veliero 2016 s.r.l.”, che gestisce l’omonimo bar sito a Messina in via Campo delle Vettovaglie n.301, poiché fittiziamente intestate alla 65enne T. C., mentre l’esercizio pubblico era in realtà gestito da suo figlio MESSINA Raimondo.
Il provvedimento scaturisce dagli ulteriori accertamenti svolti dai Carabinieri dopo l’esecuzione dei provvedimenti cautelari relativi all’operazione denominata “POLENA” del 19 luglio 2018, nel corso della quale erano stati tratti in arresto nr.8 soggetti, tra cui il suddetto MESSINA Raimondo, appartenenti a una consorteria mafiosa operante nella zona sud di Messina e riconducibile al detenuto SPARTA’ Giacomo, egemone nel settore delle estorsioni e dell’usura.

Dalle indagini è emerso che il bar “Il Veliero”, dove molti dei soggetti arrestati a luglio erano soliti incontrarsi per discutere dei loro affari criminali, era di fatto gestito proprio dal MESSINA Raimondo, che intratteneva rapporti con i fornitori e stabiliva anche l’organizzazione del lavoro, impartendo direttive e ordini ai dipendenti.
L’intestazione delle quote sociali alla madre, invece, era soltanto uno stratagemma per eludere le disposizioni di legge relative alla confisca dei patrimoni illecitamente accumulati, essendo il MESSINA Raimondo gravati da numerosi precedenti penali.

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