Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

NOA FA LA SERENATA A SERGIO MATTARELLA E GLI DEDICA 'E VUI DURMITI ANCORA'

Al Quirinale, la grande cantante israelianao-yemenita Noa, ha dedicato E vui durmiti ancora a Sergio Mattarella, presidente della Repubblica Italiana. E’ accaduto alla Cappella Paolina, dove si è svolto il Concerto di Natale. Noa era accompagnata dal suo storico chitarrista Gil Dor.

Roma, 23/12/2018 - I tempi cambiano e pure la serenata diventa una questione di genere. Se tradizionalmente era il maschio innamorato a dedicarne le note e le dolci parole all'innamorata, oggi può accadere il contrario. Così al Quirinale è stata Noa, la grande cantante israelianao-yemenita, per l’anagrafe Achinoam Nini, a dedicare E vui durmiti ancora a Sergio Mattarella, presidente della Repubblica Italiana. E’ accaduto oggi alla Cappella Paolina del Quirinale, dove si è svolto il Concerto di Natale, ad opera di Noa, accompagnata dal suo storico chitarrista Gil Dor.
“La prossima canzone viene dalla Sicilia, terra natia del vostro Presidente, un’Isola che amo tantissimo. Buon anno mio caro Presidente”, ha detto Noa prima di cantare E vui durmiti ancora. 
Un programma di grande prestigio, un omaggio al Natale, alla musica classica e alla grande canzone popolare. Noa ha riproposto anche brani già incisi nel 2011 nell'album Noapolis, in cui la cantante riprende alcuni tra i più bei brani della canzone classica napoletana, fra cui Santa Lucia Luntana, I' te vurria vasa', Torna a Surriento.
Noa ha portato in dono al Presidente Sergio Mattarella un ulivo proveniente da Assisi, ma ancora più gradito deve’essere stata la dedica della speciale serenata siciliana che Noa ha intonato per il presidente siciliano: E vui durmiti ancora, poesia in lingua siciliana scritta nel 1910 da Giovanni Formisano e musicata da Gaetano Emanuel Calì. Questa delicata poesia d’amore venne incisa per la prima volta a Firenze, presso lo studio fonico Mignani. Dopo di allora sono stati innumerevoli gli interpreti, da Fiorello ad Andrea Bocelli che l’ha inclusa nell'album Incanto del 2008.
E vui durmiti ancora, erroneamente per la sua bellezza, è stata attribuita a Vincenzo Bellini, certamente autore della musica di Fenesta ca lucive.

Ed ecco il testo del brano E vui durmiti ancora pubblicato nel volume Le più belle canzoni siciliane di Mimmo Mòllica  (Armenio Editore).

E VUI DURMITI ANCORA

Lu suli è già spuntàtu ‘ntra lu mari
e vui biddùzza mia durmìti ancòra.
L’acèddi sunu stanchi di cantàri
e affriddatèddi aspèttanu cca fora,
supra li barcunèddi su’ pusàti
e aspèttanu quann’è ca v’affacciàti.

Lassàti stari, non durmìti cchiù,
c’ammènzu a iddi dintra ‘sta vanèdda,
ci sugnu puru jò, ch’aspèttu a vui
pi vìdiri ‘ssa facci accussì bedda.
Passu ccà fora tutti li nuttàti
e aspèttu puru jò ca v’affacciàti.

Il sole è già spuntato dentro al mare / e voi bellina mia dormite ancora. / Gli uccelli sono stanchi di cantare / e infreddoliti aspettano qua fuori, / sopra i balconcini stanno posati / e aspettano quand’è che v’affacciate.

Lasciate stare, non dormite più, / che in mezzo a loro dentro questo vicolo / ci sono anch’io, ad aspettarvi / per vedere quella faccia tanto bella. / Passo qua fuori tutte le nottate / e aspetto anch’io che v’affacciate.

Li ciuri senza ‘i vui nun ponnu stari,
su tutti cu li testi a pinnulùni
ognunu d’iddi non voli sbucciàri
si prima non si jàpri ‘ssù barcùni.
Dintra li buttunèdda su’ ‘mmucciàti
e aspèttanu quann’è ca v’affacciàti.

Lassàti stari, non durmìti cchiù
c’ammènzu a iddi dintra ‘sta vanèdda
ci sugnu puru jò, ch’aspèttu a vui
pi vidiri ‘ssa facci accussì bedda.
Passu ccà fora tutti li nuttàti
e aspèttu puru jò ca v’affacciàti.

I fiori senza di voi non possono stare / sono tutti con la testa penzoloni / ognuno d’essi non vuole sbocciare / se prima non si apre quel balcone. / Dentro i boccioli stanno nascosti / e aspettano quand’è che v’affacciate.

Lasciate stare, non dormite più / che in mezzo ad essi dentro questo vicolo / ci sono pure io, ad aspettarvi / per vedere quella faccia così bella. / Passo qua fuori tutte le nottate / e aspetto pure io che v’affacciate.

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