Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

ZA ZA ZA VIVA RUGGERU SETTIMU: E LA SICILIA FU RIDOTTA ALLA CARTA E ALLA CANNA

Il brano Za za za (Viva Ruggeru Settimu) fa parte della raccolta 'Vinni cu vinni' Mimmo Mòllica, Polydor, ℗ 1978 Universal Music Italia Srl, Music Publisher: Warner Chappell Music Italiana Srl.

25/12/2018 - Rivoluzione siciliana del 1848 e Risorgimento in Sicilia, dai moti del 1848-49 alla confluenza nello Stato unitario. Za za za intende simulare il rumore delle zappe, delle pale e dei picconi, al lavoro febbrile e rabbioso per scavare barricate e trincee. Il grido Za za za distingueva i liberali dai borbonici.
Ruggero Settimo fu protagonista della Rivoluzione siciliana del 1848. Presidente del comitato insurrezionale, fu scelto dal Parlamento Siciliano a presiedere il Consiglio del Governo siciliano. Il 10 maggio 1848 fu dichiarato "padre della patria siciliana". Incitò il popolo siciliano durante l'insurrezione: “Siciliani seguiteci! La presente guerra è una guerra santa, e mira al bene delle nostre proprietà e delle nostre persone, alla vendetta di tanti martiri, che si sono sacrificati per la patria. Viva Pio IX! Viva la Sicilia! Viva i nostri fratelli italiani”.

Nel febbraio 1849 Ferdinando II inviò 16mila uomini contro la Sicilia per riconquistarla. Il 15 maggio 1849 cadde Palermo e con essa tutta l’Isola: le speranze di tenere in vita uno stato indipendente svanirono definitivamente. Ruggero Settimo fuggì a Malta dove trascorse gli anni dell'esilio. Tornò in Sicilia quando l’Isola venne annessa al Regno d'Italia appena nato: ottobre 1860.
Nel maggio 1860 Garibaldi invita Ruggero Settimo a tornare in Sicilia; fu nominato senatore il 20 gennaio 1861 e gli venne offerta la carica di presidente del nuovo Senato del Regno, che egli guidò dal febbraio 1861 fino alla morte (Malta 1863).

La suola o la carta?

Guglielmo I, detto il Malo, (1154-1166) successe al padre Ruggero II d’Altavilla. Fu un personaggio controverso, amava il lusso e dedicava molto tempo agli harem. Fu crudele e arrivò a togliere dalla circolazione le monete d’oro e d’argento per sostituirle con monete di cuoio.
Quando lo Stato unitario decise di abolire i denari di metallo e di sostituirli con la cartamoneta, sconvolgendo le attese dei ceti popolari che videro così sottratte le loro “ricchezze”, la delusione divenne rabbia: l’istituzione della cartamoneta è cosa troppo grave se arriva a superare perfino l’impudenza di Guglielmo il Malo che all’oro e all’argento sostituì il cuoio e non la carta.

ZA ZA ZA (Viva Ruggeru Settimu)

Ora câ c’è la ‘Talia, fannu la ‘Talia,
cu’ ‘na canna a li manu è la Sicilia.
Lu bellu Regnu ha iutu a gambi all’aria,
Palermu fa dijunu ch’è vigilia.

St’ebbica d’ora chi nni curri laria,
lu celu nni li manna tirribilia!
L’oru e l’argentu squagghiaru pi’ l’aria,
di carta la visteru la Sicilia!

Za za za, evviva la libbirtà,
Za za za, evviva la libbirtà.
Za za za, evviva la libbirtà.

Viva Ruggeru Settimu,
viva la libbirtà,
l’amara di Catania
persa e bruciata è già.

Tutti a Palermu currinu
cu’ armi e zappi, va,
ognunu a li fussati,
pi’ la difisa è cca..

Za za za, evviva la libbirtà,
Za za za, evviva la libbirtà.
Za za za, evviva la libbirtà.

Vurria sapiri, si sta cosa è certa,
chi è cchiù megghiu la sola o la carta?
Lu sapi ognunu senza iri ‘a scola
câ la carta è cchiù tinta di la sola!

Li gran manciuni, va, staticci all’era,
v’arrobbanu li ninni e dannu carta.
Guglielmu Malu ‘un fici ‘sta scuperta
di livarini l’oru e darni carta.

Traduzione:

Ora che c’è l’Italia, fanno l’Italia,
con una canna in mano è la Sicilia.
Il bel Regno è andato a gambe per aria,
Palermo fa digiuno ch’è vigilia.

Quest’epoca d’ora come scorre laida,
il cielo ci manda cose terribili!
L’oro e l’argento si sono dissolti per l’aria,
di carta l’han vestita la Sicilia.

Za za za, evviva la libertà.
Za za za, evviva la libertà.
Za za za, evviva la libertà.

Viva Ruggero Settimo,
viva la libertà,
l’amara Catania
persa e bruciata è già.

Tutti a Palermo accorrono
con armi e zappe, va,
ognuno ai fossati,
per la difesa è qua.

Za za za, evviva la libertà.
Za za za, evviva la libertà.
Za za za, evviva la libertà.

Vorrei sapere, se questa cosa è certa,
cos’è meglio la suola o la carta?
Lo sa ognuno senza andare a scuola
che la carta è peggiore della suola.

I grandi ladroni, va, statene all’erta,
vi rubano i denari e (in cambio) danno carta.
Guglielmo il Malo non fece questa scoperta (non arrivò a tanto)
di toglierci l’oro e darci (in cambio) carta.

(Traduzione di Mimmo Mòllica)

Provided to YouTube by Universal Music Group InternationalZa Zaza (Viva Ruggeru Settimu) · Mimmo MollicaVinni Cu Vinni℗ 1978 Universal Music Italia SrlAuthor, Composer: Mimmo MollicaMusic Publisher: Warner Chappell Music Italiana Srl.

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