Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

INFANZIA, LA SICILIA UNICA REGIONE ITALIANA ‘INFERIORE’ AGLI ALTRI COMUNI

La Sicilia è l’unica regione italiana in cui la diffusione dei servizi nei capoluoghi è inferiore a quella degli altri comuni.

Roma, 21/03/2019 - Nell’anno scolastico 2016/17 sono stati censiti sul territorio nazionale 13.147 servizi socio-educativi per l’infanzia. I posti autorizzati al funzionamento sono circa354mila;di questi poco più della metà sono pubblici mentre il 48% sono privati. La maggior parte dei servizi per la prima infanzia sono asili nido mentre i così detti servizi integrativi contribuiscono per il 9% all’offerta complessiva. Negli 11.017 asili nido rilevati in Italia sono compresi poco più di 2mila “sezioni primavera” per i bambini da 2 a 3 anni e circa 220 nidi aziendali. Nell’ambito dei 2.130 servizi integrativi per la prima infanzia, invece, quasi la metà sono definiti come “spazi gioco”, oltre 800 sono “servizi in contesto domiciliare”, ovvero gestiti presso un’abitazione, mentre 280 sono del tipo “centri bambini e genitori”dove è prevista la permanenza di un adulto di riferimento insieme al bambino.
In rapporto alla popolazione target,la dotazione complessiva è sotto il parametro del 33% fissato dall’Unione europea: infatti i posti disponibili corrispondono al 24% dei bambini residenti sotto i 3 anni .

A livello regionale la disponibilità di servizi varia da un minimo del 7,6% dei posti sul potenziale bacino di utenzain Campaniaa un massimo del 44,7% in Valle D’Aosta. Dal punto di vista della natura giuridicasi osserva una rilevante variabilità.In Calabria il 72% dei nidi e dei servizi integrativi sono privati,nella Provincia Autonoma di Trento il 73% sono pubblici.
L’offerta è variabile anche all’interno delle singole regioni. I comuni capoluogo di provincia, ad esempio, hanno mediamente una maggiore dotazione di strutture rispetto al resto del territorio

Nei comuni capoluogo di provincia la media dei posti disponibili nei servizi socio-educativi pubblici e privati corrisponde al 31,8% dei bambini di 0-2 anni. In tutti gli altri comuni, invece, si ha una media di 20,8 posti per 100 bambini.La Sicilia è l’unica regione italiana in cui la diffusione dei servizi nei capoluoghi è inferiore a quella degli altri comuni.
A livello regionale le situazioni sono molto diverse fra loro. I comuni capoluogo di provincia della Lombardia garantiscono una copertura di posti del 65,7% rispetto ai bambini residenti, ma nel resto dei comuni della regione la copertura è sotto la media nazionale.

Nei comuni capoluogo di provincia la media dei posti disponibili nei servizi socio-educativi pubblici e privati corrisponde al 31,8% dei bambini di 0-2 anni. In tutti gli altri comuni, invece, si ha una media di 20,8 posti per 100 bambini. La Sicilia è l’unica regione italiana in cui la diffusione dei servizi nei capoluoghi è inferiore a quella degli altri comuni.
A livello regionale le situazioni sono molto diverse fra loro. I comuni capoluogo di provincia della Lombardia garantiscono una copertura di posti del 65,7% rispetto ai bambini residenti, ma nel resto dei comuni della regione la copertura è sotto la media nazionale.

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