Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

AUTONOMIA DIFFERENZIATA: L’EX MINISTRO BERLINGUER A PALERMO PER PARLARE DI DISUGUAGLIANZE OBBLIGATORIE

Palermo, 10 aprile 2019 - Diritto all’istruzione e autonomia differenziata: disuguaglianze obbligatorie. È questo il tema dell’incontro che si terrà a Palermo venerdì 12 aprile, alle ore 10.30, presso I.I.S. Damiani Almeyda Crispi di Palermo (Largo Mineo 4), al quale parteciperà l’ex ministro dell’istruzione Luigi Berlinguer. L’iniziativa è organizzata dalle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola.

All’iniziativa parteciperanno anche il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all’economia, Gaetano Armao, l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla, i segretari nazionali e regionali di Flc Cgil, Francesco Sinopoli e Graziamaria Pistorino, Cisl Scuola, Lena Gissi e Francesca Bellia, e Uil Scuola, Pino Turi e Claudio Parasporo.

“Le richieste di autonomia differenziata avanzate da diverse regioni del Centro-Nord Italia, già al vaglio del Parlamento – dichiarano Pistorino, Bellia e Parasporo – rischiano di mandare definitivamente in frantumi il già precario diritto all’istruzione, che deve essere garantito a tutti i cittadini italiani. Se il Parlamento le dovesse accogliere le Regioni più ricche avrebbero più risorse, mentre quelle più povere ancora meno di quelle attualmente disponibili. In questo modo si allargherebbe ulteriormente il gap tra Nord e Sud. Uno scenario inaccettabile che bisogna scongiurare in tutti i modi possibili”.

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