Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

COMMERCIO IN SICILIA: 5 GIORNATE DI SCIOPERO PER LE APERTURE DOMENICALI E FESTIVE

I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo sciopero regionale del commercio per le giornate del 21 aprile, 22 aprile, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno.

Palermo, 17/04/2019 – I lavoratori incroceranno le braccia per otto ore per l’intero turno di lavoro. La protesta nasce dopo “gli evidenti passi indietro compiuti dall’attuale governo, rispetto a quanto annunciato in campagna elettorale, relativamente a un tangibile e concreto intervento correttivo sull’attuale sistema legislativo che norma le aperture domenicali e festive”. I segretari regionali delle tre sigle, Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto spiegano che alla base dello sciopero c’è la volontà “di garantire a tutte le lavoratrici e ai lavoratori del settore il diritto al riposo festivo nel rispetto di un giusto significato e valore delle festività del nostro Paese”.

I sindacati ricordano che “le norme contrattuali vigenti in materia esplicitamente demandano al libero arbitrio di ogni lavoratrice e lavoratore del settore commercio, che volontariamente possono decidere di prestare la propria opera lavorativa nelle giornate festive. E in molteplici sentenze della Cassazione viene rafforzato il principio di libertà di adesione alla richiesta di prestazioni lavorative nelle giornate festive”.
I sindacati ribadiscono di essere “fermamente convinti che la liberalizzazione, introdotta nel 2012, non ha prodotto un incisivo aumento dei consumi, ma in realtà ha solo distribuito i fatturati su sette giorni anziché su sei, contribuendo in tal modo a peggiorare le condizioni lavorative degli addetti del settore e incrementando unicamente instabilità e precarietà nel settore dell’occupazione”.

I sindacati ricordano quindi ai lavoratori in servizio durante i festivi quelli che sono i loro diritti: “Le ore di lavoro dovranno essere retribuite come lavoro straordinario festivo, ovvero con una erogazione pari al 130 per cento in aggiunta alla normale retribuzione. La prestazione lavorativa è basata esclusivamente sulla volontarietà sia per i full-time sia per i part-time. E qualora non dovessero prestare la propria attività, nessuna trattenuta e riduzione potrà essere effettuata in busta paga. Le ore di lavoro non effettuate non dovranno essere recuperate. Il riposo settimanale non potrà essere programmato in una giornata festiva se non fruito”.


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