Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

MOGOL TORNA BAMBINO AL MANDANICI E CONFESSA IL SUO PRIMO AMORE

Al Teatro Mandanici di Barcellona P.G., tra parole, musica, memoria ed emozioni sono state riproposte alcune delle canzoni più belle composte da Mogol. Stimolato da Mimmo Mollica, il maestro ha parlato della sua intensa vita artistica e, attraverso gli aforismi pubblicati, si è parlato di bambini, sentimenti e valori.

Barcellona P.G., 28/04/2019 -  «Via Clericetti, l’ultima via della città e la prima della campagna, a Milano. Un’infanzia bellissima, vissuta in strada dalla mattina alla sera. Giulio era un bambino iperattivo, entusiasta, correva in continuazione, sudava e si sporcava. I prati e i campi di grano erano il pavimento della vita. Giulio abitava al primo piano del palazzo. Fu lì che conobbe il suo primo amore. Abitava nell'appartamento accanto e si chiamava Titti.
“E’ il primo approccio sessuale”, racconta Mogol. I due innamorati confessano di non sentire nessuna particolare emozione mentre si sfiorano, in quella specie di prima prova del sesso. E alla fine, spinti dall'appetito, vanno a vedere cosa c’è nel frigo, scoprendo – tra esclamazioni di stupore – il salame.
È l’inizio di una relazione d’amore: Giulio aveva 5 anni e Titti 6 anni compiuti. Fu un incontro molto dolce, che Giulio avrebbe raccontato nella canzone Il salame, una volta diventato Mogol».

Così Mimmo Mollica ha introdotto l’incontro di ieri sera, al Teatro Mandanici, col poeta della canzone italiana, Giulio Rapetti Mogol. Teatro gremito, pubblico composto e attento, la chiacchierata tra Mollica e Mogol ha avuto toni ‘innocenti’ e familiari, presentando Mogol nella dimensione più privata e schietta, nella sua dimensione di bambino, di uomo semplice e di ‘maestro di vita” (“il mio mestiere è vivere la vita").
Proprio della ‘laurea’ di ‘maestro di vita’ Mogol è stato insignito ieri sera al Mandanici dai clubs Rotary, per iniziativa del Rotary Club di Patti Terra del Tindari, coinvolgendo quasi tutti i club dell’area messinese, da S. Agata Militello a Taormina. Un gesto che Mogol ha dimostrato di gradire con commozione. "A GIULIO RAPETTI MOGOL, grande autore, poeta e maestro di vita. Per avere raccontato e cantato la vita in migliaia di canzoni che ieri come oggi cantiamo, amandole. Per avere indicato la tenacia e la coerenza a intere generazioni di giovani, cresciuti cantando le sue canzoni
prima ancora di avere imparato a scrivere" - si legge sulla targa.

Tra parole, musica, memoria ed emozioni sono state riproposte alcune delle canzoni più belle della storia della musica leggera italiana, composte da Mogol. Stimolato da Mimmo Mollica, il maestro ha a lungo parlato della sua intensa vita artistica, a partire dal sodalizio con Lucio Battisti alle collaborazioni con Adriano Celentano, Mango, Gianni Bella, Mina, Mario Lavezzi, Cocciante ed altri ancora. Ma, ricollegandosi al racconto iniziale, è sull’argomento dei bambini che Mollica ha voluto sollecitare Mogol, attraverso i numerosi aforismi riportati nei volumi “Le arance e i limoni”, “Le ciliegie e le amarene”, due volumi pubblicati da Mogol tra il 2012 e il 2018.
“Ogni bambino dovrebbe essere il figlio di tutti”. “Era il 24 dicembre. A Leonardo, il mio nipotino di 4 anni, dissi: «Domani è Natale e nasce Gesù bambino». La risposta di Leonardo: «Ti stai sbagliando nonno, Gesù bambino è già nato l’anno scorso». “Vorrei morire affondando in un mare di innocenza”.

Un momento quello dedicato ai bambini che ha suscitato particolare emozione, in una serata forse ‘compressa’ dall’orologio e dalla moltitudine delle canzoni, che hanno penalizzato il ‘racconto’, lasciando il pubblico desideroso di altri aneddoti, di ulteriori 'confidenze' da parte di un autore che non finisce di ‘scoprirsi’, di farsi scoprire e di stupire. Ma lo spettacolo, si sa, ha le sue leggi, che vanno rispettate. O infrante?

Il repertorio musicale è stato riproposto brillantemente da Sara Ricciardi e dalla Live Band composta da Fabrizio Ribaudo alla batteria, Tindaro Raffaele piano e tastiera, Tommaso Aricò al basso, Carmelo Scaffidi alle chitarre, Gemino Calà ai fiati, Salvo Niosi chitarre. L'evento è stato organizzato da Tindaro Davide Di Perna, patron della Show Live Eventi .

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