Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SERVER REGIONALI A RISCHIO, IL M5S PRESENTA ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI

“Server regionali a rischio stop per affitti e luce non pagati”. M5S chiama Armao a riferire all’Ars e presenta esposto alla Corte dei Conti. Il deputato Nuccio Di Paola. “Un indecente rimpallo di responsabilità tra rami della regione rischia di mandare in tilt Sicilia Digitale”

Palermo, 6/12/2019 – Stop agli stipendi dei regionali, alle prenotazioni delle visite mediche, al 118, al mondo dell'università: in una parola, paralisi totale. Il cataclisma per la Sicilia potrebbe essere dietro l'angolo, se i server di Sicilia Digitale. il cuore informatico della Regione, dovessero essere costretti a spegnersi per mancanza di soldi. E l'ipotesi potrebbe essere tutt'altro che remota, visto che la società che dal cuore di Palermo tiene in vita le connessioni della Regione non è quasi più in grado di pagare le bollette della luce e canoni di locazione anche per utenze non sue, come fa ormai dal lontano 2007, accumulando crediti nei confronti di terzi che rischiano di mandare in tilt i propri bilanci.

“Sicilia Digitale - afferma il deputato regionale M5S, Nuccio di Paola, che sulla vicenda sta indagando da tempo – è ormai con l'acqua alla gola, tanto che è in grosse difficoltà pure poter pagare gli stipendi. Figurarsi per quanto riuscirà a pagare le bollette e le locazioni delle altre società regionali cui da anni ha subaffittato i locali senza averne in contropartita il becco di un euro, nonostante i ripetuti solleciti di cui l'assessore Armao è a conoscenza, e per i quali nessuno, finora, ha mosso un dito. I crediti ormai sfiorano i 5 milioni di euro e a Sicilia Digitale non nascondono la loro viva preoccupazione, come scrivono gli stessi vertici in una nota indirizzata agli assessorati dell’Economia e delle Autonomie locali e inviata per conoscenza pure all’assessore Armao”.

Che il rischio stop sia tutt’altro che impossibile è messo nero su bianco dai dirigenti di Sicilia Digitale Colombo e Canonico, che alla Regione scrivono che se Sicilia Digitale non sarà messa nelle condizioni di provvedere al pagamento dei costi per i consumi di energia elettrica ascrivibili alla Regione Siciliana…non si riterrà responsabile dei danni che potranno essere arrecati per l’impossibilità di mantenere sotto tensione i sistemi attualmente gestiti.

“La vicenda – racconta Di Paola- risale al 2008, quando Sicilia Digitale subaffitta a società regionali locali per i quali anticipa pure il costo del consumo energetico. Si arriva ad un totale di somme anticipate di quasi 5 milioni di euro durante i quali si è assistito ad un indecente e infinito rimpallo di responsabilità da un ente regionale all’altro che non solo non ha portato a nulla, ma ha pure fatto lievitare i debiti e i relativi interessi provocando un probabilissimo danno all’erario. Per questo abbiamo segnalato la vicenda alla Procura della Corte dei Conti”.

Sulla vicenda il M5S è comunque determinato ad andare a fondo, per questo ha chiesto alla Commissione Bilancio di convocare l’assessore Armao a riferire.

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