Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

Mafia dell'Arenella: “Inopportuno che amico del boss occupi ruoli chiave alla Regione”

Inchiesta cosca Arenella. M5S all’Ars: “Inopportuno che amico del boss occupi ruoli chiave alla Regione: Musumeci intervenga”

Palermo 21 febbraio 2020 – “L’ex deputato Mineo non può continuare ad occupare ruoli chiave alla Regione, Musumeci anche queste volta non si volti dall’altro lato e si faccia sentire”. Lo affermano i deputati del M5S all’Ars, a commento delle notizie veicolate dalla stampa, che raccontano di un rapporto molto stretto tra Francesco Mineo e Gaetano Scotto, il boss che, secondo quanto riferiscono i media, l’ex deputato avrebbe incontrato mentre questi era latitante.
A quanto apprendiamo – affermano i parlamentari 5 stelle – Mineo non sarebbe indagato per questi fatti, ma è più che evidente che comportamenti gravissimi come questi non possono essere per nulla compatibili con la permanenza ai piani alti dell’amministrazione regionale, specie se a ciò si aggiunge che su Mineo pende pure una condanna in primo grado per corruzione elettorale, con la, per niente gradevole ciliegina, dell’inibizione dai pubblici uffici”.

“Registriamo con soddisfazione – continuano i deputati - che qualche politico su questo caso, a differenza di quanto avvenuto per il caso Savona, abbia ritrovato la voce. Speriamo che la trovi anche il presidente della Regione, che finora ha brillato per il suo assoluto e inopportuno silenzio, guardandosi bene, assieme a tutti i partiti, dal proferire parola sulla permanenza di Savona, accusato di truffa, al timone della commissione Bilancio, la più importante dell’Ars”.

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