“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

Beni culturali. Fava "Il Governo non sa che dire o non vuole fare sapere"

DDL Beni culturali. Fava "Governo non sa che dire o non vuole fare sapere"

Palermo, 4 giu 2020 - "Se un disegno di legge riceve 500 emendamenti vuol dire che non è emendabile ma che va integralmente riscritto. E' quello che ho chiesto già nei giorni scorsi e che ho ribadito oggi in Commissione cultura, proponendo - inascoltato - di ritirare la proposta".
Lo dichiara il Presidente della Commissione antimafia dell'Ars, Claudio Fava, secondo il quale "c'è il rischio che, dietro partendo dal legittimo obiettivo di semplificare procedure e burocrazia, si finisca con lo scardinare tutto il sistema dei vincoli posti a salvaguardia del patrimonio paesaggistico, artistico e culturale della Sicilia. Questi aprirebbe la strada a speculazioni di ogni tipo e saccheggi del territorio fuori da ogni controllo".

Per Fava, inoltre "è grave l'assenza del neo assessore ai Beni Culturali, Samonà.
Se il Governo decide di non confrontarsi con il Parlamento su una materia così sensibile, delle due l'una: o non sa cosa dire o preferisce non far sapere".

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