Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

Distanti dalla politica, dai 14 anni in poi i giovani non partecipano alla vita politica

LA PARTECIPAZIONE POLITICA IN ITALIA | ANNO 2019. Cittadini più distanti dalla vita politica. Tra il 2014 e il 2019 passa dal 18,9% al 23,2% la quota di persone alla vita politica.

24/06/2020 - La partecipazione politica avviene in modo soprattutto indiretto, cioè informandosi o parlandone (74,8%) e poco per via attiva (8,0%). I giovani sono i più coinvolti dalla politica attiva, il 14%, in età tra i 14 e i 24 anni, ha partecipato in modo diretto, soprattutto andando a cortei (12,8%). Nel 2019, 15 milioni e 800 mila persone si informano dei fatti di politica tramite Internet. Quotidiani utilizzati solo da un terzo della popolazione che si informa di politica (42,2% nel 2014).

27,6%
La quota di persone di 14 anni e più che non si informa di politica
Soprattutto per disinteresse (64,9% dei casi) e per sfiducia nel sistema politico (25,5%)

12 milioni
Le persone di 14 anni e più che non parlano, non si informano e non partecipano direttamente alla vita politica

42,2%
La quota di chi si informa di politica attraverso Internet. Tra gli under 35 un quarto utilizza esclusivamente i social network.

PARTECIPAZIONE POLITICA IN ITALIA

Soltanto una minoranza di cittadini partecipa in modo diretto alla politica. La partecipazione politica è un fenomeno multidimensionale che si esprime a diversi livelli, istituzionali e non, visibili e invisibili. Quella visibile o diretta riguarda ristretti gruppi di popolazione.
Assume forme collettive (seguire un comizio, partecipare a un corteo) anche tramite l’interazione con
un partito, cui si dedica tempo e impegno gratuitamente o si offre sostegno finanziario.
Nel 2019 al primo posto risulta la partecipazione a comizi (coinvolge il 4,1% della popolazione di 14
anni e più) mentre si colloca all’ultimo l’attività gratuita per un partito (0,8%). Tra i due estremi si
collocano la partecipazione a cortei (3,9%) e il sostegno finanziario a un partito (1,7%). Circa 4 milioni e 200mila persone (8,0% della popolazione di 14 anni e più) hanno svolto almeno una tra le attività relative alla partecipazione politica diretta.

Una quota molto più ampia di cittadini di 14 anni e più, il 74,8% pari a oltre 39 milioni di persone,
partecipa alla vita politica attraverso forme invisibili o indirette. Parla di politica almeno una volta a
settimana il 32,9% e il 7,5% lo fa quotidianamente. Il 52,7% si informa di politica almeno una volta a
settimana (27,2% ogni giorno), il 35,5% non ne parla mai (quasi 7 milioni di uomini e 11 milioni 700
mila donne) mentre il 27,6% non si informa (5 milioni e mezzo di uomini e 8 milioni 900 mila donne). Ci si informa di politica, dunque, più di quanto se ne parli. L’ascolto di dibattiti politici è meno diffuso (15,0%).

Rispetto agli uomini, le donne si occupano meno di politica. Partecipano poco ai comizi (2,8% contro
5,6%), non svolgono di fatto attività gratuita per un partito (0,5% contro 1,2%) o danno soldi (1,3%
contro 2,0%). Fa eccezione la partecipazione a cortei che, invece, è simile (3,8% contro 4,1%) ma il
tasso di partecipazione ai cortei delle ragazze tra i 14 e i 19 anni supera quello dei ragazzi (14,5%
contro 11,3%).
Più rilevanti le differenze di genere per le forme invisibili di partecipazione: si informa almeno
settimanalmente di politica solo il 45,8% delle donne (60,2% di uomini); parla di politica almeno una
volta a settimana il 25,3% (41,1%) e ascolta dibattiti politici l’11,9% (18,2% di uomini). Il divario di
genere è legato all’età, è inesistente tra i più giovani (14-17 anni) e cresce progressivamente a partire
dai 20 anni, diventando particolarmente evidente dopo i 60.

La partecipazione politica assume forme diverse nelle varie età della vita. La partecipazione ai cortei
è più alta tra i giovani (12,9% tra i 18-19 anni) e diminuisce progressivamente, quella ai comizi invece oscilla tra il 4% e il 5% tra i 20 e i 64 anni e poi declina. L’attività gratuita per un partito è limitata in tutte le età. Invece le forme invisibili crescono all’aumentare dell’età, per poi calare dopo i 64 anni.

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