Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

Messina. La Movida contro l’ordinanza che vieta la vendita di alcolici dopo le 20: "è una mazzata"

“Ordinanza proibizionista”, nota congiunta di Pmi Sicilia e Alces. Santoro e Anna: “Il provvedimento limita la libertà d’impresa, disposti a impugnarlo davanti al Tar”. Pmi Sicilia e Alces prendono posizione sull’ordinanza emessa dal Comune di Messina, che impone ferree restrizioni per la somministrazione di bevande alcoliche durante i fine settimana, cui si aggiunge un limite improponibile all’orario di chiusura.

Messina, 13 giugno 2020 - Il provvedimento è destinato a fare discutere, perché molti imprenditori sono pronti a consegnare le chiavi dei propri locali al sindaco, non potendo coprire i costi di gestione.
“L’ordinanza che vieta la vendita di alcolici dopo le 20 è una nuova mazzata che si abbatte sulle teste di noi imprenditori – afferma Lino Santoro, delegato provinciale della Pmi Sicilia –, che mette a rischio la tenuta delle nostre aziende, fortemente provate dalla chiusura per l’emergenza sanitaria. Sono certo che il sindaco Cateno De Luca, non appena rientrerà in città, raccoglierà le nostre istanze, perché siamo allo stremo delle forze. Siamo d’accordo con le misure idonee a garantire la movida sicura e prendiamo le distanze da chi non manifesta una certa responsabilità, ma il provvedimento che vieta a un bar di servire un amaro dopo le 20, o alla rosticceria di vendere una bottiglia di birra, è una limitazione della libertà d’impresa. Con la mia associazione e con la Alces che raggruppa quasi la totalità della movida del centro storico, e che ha deciso di federarsi con la Pmi Sicilia, siamo disposti ad aprire un tavolo di confronto per trovare una soluzione al problema. Soluzione che esiste ma che non può essere ricercata in una misura che riteniamo essere draconiana. Già abbia ridotto il nostro fatturato per il Covid, non vorremmo che adesso ci venga assestato il colpo di grazia da questa amministrazione, che ha mostrato apertura per il comparto del commercio”.

Domenico Anna, rappresentante della Alces e del “Movimento dei Tavolini”, annuncia che gli imprenditori sono disposti anche a ricorrere alla giustizia amministrativa, e forme di protesta eclatanti. “ Confido nel buonsenso del sindaco che ha mostrato di tenere ai messinesi e all’imprenditoria locale con le sue azioni eclatanti, schierandosi anche contro il ministro dell’Interno, ma se non arriveranno risposte concrete urgenti saremo costretti a impugnare l’ordinanza. La movida sicura deve essere garantita dalle istituzioni statali, cui spetta il compito di garantire la presenza delle forze dell’ordine per i controlli necessari. A noi imprenditori spetta la tenuta di un comportamento responsabile”.

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