“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

De Andrè, i Carabinieri e le mele marce

I versi originali della canzone Bocca di Rosa furono sostituiti, forse dietro "cortesi pressioni dell'Arma"  in "Il cuore tenero non è una dote / di cui sian colmi i Carabinieri...". Ora la cronaca racconta i fatti avvenuti a Piacenza, nella caserma Levante, sotto sequestro per fatti di "gravità inaudita". Una vicenda di infedeltà e corruzione che coinvolge proprio i Carabinieri. Lo stesso Comandante Generale Giovanni Nistri ha parlato di “indegnità”: nella canzone di De Andrè il Generale Nistri  sarebbe il carabiniere in “alta uniforme”, escluso dalla ‘categoria’ di coloro che spesso "al proprio dovere vengono meno".

24/07/2020 - Controversa è la canzone o controversa è la realtà? Nel 1967 Fabrizio De Andrè pubblicava Bocca di Rosa, ballata scritta con Gian Piero Reverberi, ottenendo il disco di platino per avere venduto più di 50 mila copie: storia di una prostituta e di un paese, ma pure di preti, mogli e carabinieri. Storia di (mal)costume. I versi originali della canzone ("Spesso gli sbirri e i Carabinieri / al proprio dovere vengono meno / ma non quando sono in alta uniforme / e l'accompagnarono al primo treno") furono cambiati, (forse dietro "cortesi pressioni dell'Arma dei Carabinieri") in "Il cuore tenero non è una dote / di cui sian colmi i Carabinieri / ma quella volta a prendere il treno / l'accompagnarono malvolentieri".
Ora la cronaca racconta i fatti avvenuti a Piacenza, nella caserma Levante di via Caccialupo, messa sotto sequestro (per la prima volta in Italia) per fatti di "gravità inaudita".

Una vicenda di infedeltà e corruzione che coinvolge proprio i Carabinieri che si sarebbero fatti corrompere e perfino durante il lockdown avrebbero portato avanti comportamenti per i quali lo stesso Comandante Generale, Giovanni Nistri, ha parlato di “indegnità” nell'indossare quella divisa: nella vicenda di Piacenza alcuni carabinieri sono accusati, tra l’altro, di traffico di droga, estorsioni e tortura.
Ecco, il Generale Nistri nella canzone di De Andrè sarebbe il carabiniere in “alta uniforme”, escluso dalla ‘categoria’ di “sbirri e carabinieri che (spesso) al proprio dovere vengono meno”.
Spesso o di rado?
In proposito è Ilaria Cucchi a prendere la parola, come riferisce la stampa di  oggi: «Un fatto enorme e gravissimo che ricorda la vicenda di mio fratello Stefano», afferma Ilaria Cucchi, commentando l’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Piacenza. E aggiunge: «Basta parlare di singole mele marce, i casi stanno diventando troppi. Il problema è nel sistema: mi vengono in mente i tanti carabinieri del nostro processo che vengono a testimoniare contro i loro superiori e mi chiedo con quale spirito lo facciano…».

Alla testimonianza di Ilaria fa eco quella di Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, il ragazzo diciottenne morto nel 2005 per un'azione «sproporzionatamente violenta e repressiva» da parta dei poliziotti che lo avevano fermato, deceduto per la pressione esercitata dagli stessi poliziotti nel tentativo di immobilizzarlo.
Patrizia Moretti così scrive su Twitter: «Quanti cesti di mele marce abbiamo accumulato?».
Quanti?

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