Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Zona “arancione”: Scaricare le colpe sul Governo... ma neanche sui siciliani che ne pagano le conseguenze

Zona “arancione”, Zafarana e De Luca (M5s): «Razza e Musumeci chiedano scusa ai siciliani. Scaricare le proprie colpe sul Governo è un atto di irresponsabilità politica». I deputati del M5s replicano con fatti e numeri alle prese di posizione di queste ore: «Andavano aumentati i posti letto e invece è arrivato solo l'aumento delle pensioni. Quanti positivi avremmo se facessimo 20mila tamponi come la Campania?»


MESSINA, 5 nov 2020  - «Far credere che dietro la definizione di "zona arancione" per la Sicilia ci siano motivazioni politiche o, peggio, partitiche, è un atto gravissimo, irresponsabile, privo di ogni logica. Un messaggio indegno di rappresentanti istituzionali, di qualsiasi livello». Così, in una nota, la deputata regionale del M5s Valentina Zafarana, che commenta le recenti polemiche scaturite dopo l’annuncio del Premier Conte.
«Se veramente si fosse voluto favorire le regioni "amiche", per quale motivo la Puglia dell'"amico" Emiliano sarebbe in zona arancione, e la Liguria del "nemico" Toti sarebbe in zona gialla? E Vincenzo De Luca, che avrebbe voluto le misure più stringenti possibili per la propria Regione, tanto da vararle adesso autonomamente? È “nemico” anche lui? Bastano questi semplici esempi per distruggere qualsiasi ridicola ipotesi complottista», prosegue la deputata, replicando con fatti e numeri alle prese di posizione di queste ore, con particolare riferimento agli appena 59 milioni spesi dalla Regione per potenziare la rete ospedaliera (su un totale di 160 erogati dallo Stato) e al numero di posti letti attualmente attivati in terapia intensiva.

«Nell’ultimo report disponibile, quello su cui si è basato il DPCM di ieri, l’Istituto Superiore di Sanità già classificava la Sicilia “a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SARS-CoV-2, con molteplici allerte di resilienza e alta probabilità di progressione”. Cosa segnalava l’ISS? Carenza di risorse umane, incapacità di realizzare una indagine epidemiologica completa, percentuale di positività al tampone in aumento. Quindi i freddi e indipendenti numeri, già descrivevano la gravità della situazione in Sicilia, con centinaia di nuovi focolai che non si riusciva a tracciare. Stupirsi oggi, o fare finta di non saperlo, dimostra solo disonestà intellettuale. A fronte di dati oggettivi, che sia Razza che Musumeci conoscevano benissimo, è chiaro a chi spetta fornire delle spiegazioni, e magari chiedere scusa, alle migliaia di siciliani proprietari di bar, ristoranti e attività di varia natura che domani non potranno alzare la propria saracinesca», commenta.

A intervenire anche il deputato regionale Antonio De Luca: «Andavano aumentati posti letto e tamponi e invece è arrivato solo l'aumento delle pensioni e dell’assegno di fine mandato dei deputati dell’Ars. Musumeci dovrebbe essere rosso di vergogna. Scaricare le proprie responsabilità sul governo nazionale è un atto di irresponsabilità politica che non ha precedenti e che dimostra tutta la sua inadeguatezza».

«Il Governatore – proseguono i due deputati - dovrebbe spiegare ai siciliani quali misure, sul fronte dell’aumento dei posti letto di terapia intensiva e sub intensiva, la Regione siciliana ha predisposto, adottato e posto in essere, visto che il nuovo piano ospedaliero Covid è stato presentato solo ieri. Così come dovrebbe spiegare quali forme di tracciamento dei pazienti Covid ha adottato sino ad oggi».

Sotto la lente di De Luca e Zafarana, inoltre, il numero esiguo di tamponi effettuati: «Se con una media di 8mila tamponi giornalieri abbiamo 1.000 contagiati al giorno, vuol dire che un siciliano controllato su 8 risulta positivo. Quanti ce ne sarebbero se ne facessimo 20mila, come avviene in Campania?».
«Musumeci – concludono – più che cercare scuse, si assuma le responsabilità delle proprie azioni».

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