Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Ermellino: «Carabinieri tagliati fuori, a rischio la sicurezza nazionale»

 

Difesa, Ermellino (Misto): «Carabinieri tagliati fuori da informazioni finanziare sensibili. A rischio sicurezza nazionale».

16/03/2021 - «Mi domando come sia possibile che l’Ufficio di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia - in base all’attuale normativa (approvata nel 2019) - non possa scambiare informazioni sensibili con i Carabinieri. Questo limita notevolmente le attività di indagine su operazioni di riciclaggio, trasferimenti di denaro sospetti e occultamenti di capitali derivati da attività criminali. Circostanza che oggi mi è stata confermata in audizione dal comandante generale dell’arma Teo Luzi, per il quale  ripristinare la facoltà di scambio di informazioni tra le Forze di polizia e la Uif “consentirebbe agli assetti antiterrorismo nazionali di ottenere tempestivamente informazioni per l’efficace conduzione di indagini complesse e che ne costituiscono segmento operativo essenziale”. 

Mi chiedo perché qualcuno abbia deliberatamente deciso di porre un freno alla capacità d’informazione dell’arma mettendo a rischio la sicurezza nazionale. Un miglior sistema di informazione ci avrebbe forse consentito di evitare tragedie come quella occorse a Vittorio Iacovacci in Congo oppure di scoprire la cellula terroristica che a Bari, non più di un anno fa, si preparava per colpire la Francia». Lo dichiara Alessandra Ermellino, deputata del Gruppo Misto e membro della Commissione Difresa.

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