Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

«Filastrocca della libertà di stampa» di Mimmo Mòllica

La «Filastrocca della libertà di stampa» di Mimmo Mòllica nella «Giornata internazionale per la libertà di stampa», proclamata il 3 maggio 1993 dall’Assemblea Generale dell’ONU, per promuovere l’indipendenza e il pluralismo della stampa, in difesa della libertà di stampa e dell’indipendenza dei media come elementi fondamentali per la difesa della democrazia e il rispetto dei diritti umani

«Filastrocca della libertà di stampa»

La libertà di stampa,
davvero non si scampa,
rimane sempre viva,
pure quand’è cattiva.

Perché come ogni cosa,
banale o anche preziosa,
può essere nociva,
buonissima, creativa,
libera da padroni,
con più limitazioni,
di libere opinioni.

Se non è veramente
libera e indipendente,
o se c’è della gente
a renderla impotente,
è come incatenare
la volontà e la mente.

Per legge o per paura,
potere o dittatura,
non fa mai differenza,
è come esserne senza.

La libertà di stampa,
pure se a volte inciampa,
è un buon punto di arrivo,
ad essere cattivo
più spesso è un affarista,
ma a volte è il giornalista,
la stampa sarà solo cattiva
se della libertà è spogliata e priva.

Se la libertà di stampa non ci manca,
ma invece manca l’uomo ch’è sincero,
allora si alzerà bandiera bianca,
se l’uomo non è libero davvero.

Mimmo Mòllica ©


La libertà di stampa non è un’opinione

Il 3 maggio è la «Giornata internazionale per la libertà di stampa», proclamata il 3 maggio 1993 dall’Assemblea Generale dell’ONU. Il giorno fu scelto, dietro raccomandazione della Conferenza Generale dell’UNESCO, per promuovere l’indipendenza e il pluralismo della stampa africana, in difesa della libertà di stampa e dell’indipendenza dei media come elementi fondamentali per la difesa della democrazia e il rispetto dei diritti umani. Un richiamo esplicito alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che stabilisce: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione, senza interferenze, e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza frontiere”.

Secondo la «Freedom House» sono 40 i Paesi considerati “non liberi”, Asia e Africa sono ai primi posti, sebbene oggi le cose stiano migliorando.

Nella classifica mondiale della «libertà di stampa», pubblicata dai “Giornalisti senza frontiere”, l’Italia è al 41° posto. Nella classifica mondiale, Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Costa Rica, Paesi Bassi, Giamaica, Nuova Zelanda, Portogallo e Svizzera sono ai primi 10 posti, mentre in fondo alla lista dei 180 Paesi mondiali monitorati figurano Cina, Turkmenistan, Corea del nord ed Eritrea. L’Europa rimane il continente più favorevole alla «libertà di stampa».



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