Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

Anziani. Alla ricerca dei più bisognosi

L'Istat illustra la distribuzione dei 6,9 milioni di over 75 attraverso le 5 classi che rappresentano un intero spettro di condizioni combinate fra loro: dall’assenza di problemi motori, di capacità funzionali e di comorbilità, fino alla massima espressione della compromissione grave di autonomia, con incremento del bisogno passando dal primo al quinto gruppo. 

 07/06/2021 - È stato definito gruppo target la sottopopolazione che raggruppa le categorie 4 e 5, per un totale di oltre 2,7 milioni di anziani, caratterizzati da problemi motori, presenza di comorbilità e severe o moderate compromissioni dell’autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane di cura e strumentali. È interessante osservare che si tratta di una popolazione che esprime una forte domanda sanitaria: l’80% soffre di almeno 3 patologie croniche, ancora un 80% ha gravi limitazioni motorie e almeno un terzo presenta severe compromissioni delle attività di cura personale e/o strumentali della vita quotidiana. A partire da questo gruppo target di 2,7 milioni di over 75, è stata selezionata una sottopopolazione caratterizzata da assenza o insufficienza di aiuto, secondo quanto già descritto (presenza di aiuti da familiari, o da privati a titolo gratuito o a pagamento, o anche tramite qualsiasi tipo di assistenza domiciliare). Si è provveduto, inoltre, a qualificare questa fascia anche in base alla tipologia di conviventi e del reddito. 

L’intero collettivo di anziani di 75 anni e oltre, che non ricevono aiuto oppure che hanno un aiuto ritenuto insufficiente ma che dichiarano di averne bisogno, è stato stratificato nella Figura 3 secondo i quinti di reddito e la tipologia familiare. Complessivamente, circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiarano di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni. Più acutamente grave appare il bisogno di coloro che sono completamente soli, ben 638.913 individui, o che vivono con conviventi anziani (372.735), per un totale complessivo di oltre un milione di persone (14,7%), che vivono in abitazione da soli o molto spesso con un coniuge comunque anziano e percepiscono la mancanza di un adeguato supporto. Un ulteriore focus rivela la presenza di quasi 100mila (92.620) over 75 soli e collocati nella fascia di reddito più bassa (che al massimo raggiunge i 650 euro mensili) che divengono quasi 260mila individui quando si considerano anche quelli appartenenti al secondo quinto. 

Appare evidente che, per i circa 100mila anziani soli, poveri di risorse economiche e senza aiuto, occorra un intervento immediato sul piano dell’assistenza sociale, fatto salvo un ulteriore intervento sul versante sanitario. Si tratta di elementi preziosi per dimensionare e modulare gli interventi di assistenza domiciliare sociale, sanitaria o integrata, come sintetizzato nelle Figure successive. La Figura 4 analizza gli anziani “soli”, ovvero senza conviventi, senza aiuto o con aiuti insufficienti, considerando anche il livello di compromissione dell’autonomia, assente, moderata o severa (Cfr. Figura 1), riportata dagli intervistati.

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