Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“Plastic Busters”, dall’8 al 10 giugno nell’Area marina di Milazzo il progetto

 

Al via dall’8 al 10 giugno nell’Area marina il progetto “Plastic Busters”. La città di Milazzo è stata individuata come sede della prima campagna di monitoraggio promossa dagli esperti di Ispra, Università di Siena, Stazione zoologica “Anton Dohrn”, Ufficio Informazioni Mediterraneo per l'Ambiente, la Cultura e lo Sviluppo Sostenibile) e il supporto dell’Area marina protetta “Capo Milazzo”.

Milazzo, 04/06/2021 - Tre giorni di attività dall’ 8 al 10 giugno che comprenderanno indagini sulla presenza di macro rifiuti spiaggiati, galleggianti e sul fondo marino, e di micro rifiuti galleggianti. Verranno inoltre studiati gli impatti dei rifiuti sugli organismi marini. Il progetto, denominato “Plastic Busters” finanziato dall'Unione europea, sarà avviato la prossima settimana da giovedì a domenica nelle acque di Capo Milazzo.
Nella prima giornata saranno condotte delle indagini sul “rifiuto marino” galleggiante nelle acque dell'Area marina, con l’uso di una particolare rete da traino di superficie di piccole dimensioni per l’analisi sulla presenza di micro rifiuti e l’osservazione visiva dei macro rifiuti.
Il giorno successivo le indagini riguarderanno la costa ed i fondali. Quindi, ultima giornata il report delle attività resa nota ai cittadini dai laboratori Ispra di Milazzo.

Venerdì 11 giugno – come evidenzia il presidente dell’Amp, Giovanni Mangano, sarà organizzato un evento di chiusura insieme alle autorità locali nel corso del quale verranno condivisi i risultati preliminari delle attività di monitoraggio condotte da ISPRA nell'autunno 2020 e verrà presentata la dichiarazione di intenti finalizzata a costituite il “Plastic Busters Network per contrastare l'inquinamento marino da plastica nel Mediterraneo”.

IL PROGRAMMA

8 giugno: a mare

In questo primo evento, gli esperti di ISPRA, UNISI, SZN e MIO-ECSDE e i responsabili dell’AMP
condurranno indagini sul marine litter galleggiante nelle acque dell'AMP di Capo Milazzo. Le attività prevedono l’uso di una particolare rete da traino di superficie di piccole dimensioni detta “manta” per l’analisi sulla presenza di micro rifiuti e l’osservazione visiva dei macro rifiuti.

9 giugno: indagini sulla costa e sul fondo marino
In questo secondo appuntamento, i gestori dell'AMP di Capo Milazzo si uniranno agli esperti di ISPRA, UNISI, SZN e MIO-ECSDE per effettuare indagini sui rifiuti presenti in spiaggia. Durante questa sessione dal vivo, subacquei esperti spiegheranno anche come condurre indagini sulla presenza di rifiuti marini sul fondo del mare. 

10 giugno: in laboratorio

Questa sessione finale sarà trasmessa dai laboratori ISPRA di Milazzo. Durante questa sessione, il pubblico avrà la possibilità di vedere come i campioni raccolti vengono preparati e analizzati in laboratorio per la Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta “Capo Milazzo” successiva valutazione sulla presenza di microplastiche e del loro impatto sugli organismi, attraverso l’uso di uno specifico strumento, detto FTIR.

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