Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

La «Filastrocca di San Martino» di Mimmo Mòllica, dedicata ai migranti

La «Filastrocca di San Martino» di Mimmo Mòllica è dedicata al patrono dei mendicanti e dei migranti. Nato in Ungheria ma cresciuto a Pavia, Martino secondo il racconto popolare, incontrando un mendicante stremato dal freddo gli donò metà del suo mantello. Quel mendicante era Gesù. Subito il cielo si illuminò e il sole apparve, scaldando gli uomini e la terra e fu «l'Estate di San Martino». L'11 novembre così si festeggiano San Martino e il vino novello. Secondo la leggenda, «l'Estate di San Martino» torna ogni anno nei giorni di novembre, quando l'autunno e il primo freddo cedono il posto alle belle giornate di sole e matura il vino nuovo. Da ciò il detto popolare: «A San Martino ogni mosto è vino». Ascolta>>

«Filastrocca di San Martino» di Mimmo Mòllica

Martino era un agiato
figlio di borghesia,
in Italia mandato
dal Regno d'Ungheria
per diventar soldato,
formandosi a Pavia.

Martino non amava
combatter con le armi,
così lontano andava,
lontano dai gendarmi.

Un giorno freddo e cupo,
l'undici di novembre,
con un tempo da lupo
(sembrava già dicembre),
mentre a cavallo andava
vide un uomo tremante,
sfinito e barcollante,
nudo e senza mantello,
nei pressi di un ruscello.

Si impietosì Martino
e la spada sguainò,
pensando "poverino"
e il mantello in due tagliò,
dopo gli andò vicino
e metà gliene donò.

Subito un sole giallo
rese il cielo splendente,
San Martino a cavallo
apparve rilucente.

L'allegro pettirosso
si mise a cinguettare
e il povero commosso
si cominciò a scaldare.

Novembre adesso è mite:
estate di San Martino,
quando cresce la vite
e il mosto è già nel tino.

Quella notte a Martino
venne in sogno Gesù,
poiché donò il mantello
al povero quaggiù.

Gesù era il poverello
che Martino incontrò
e con il suo mantello
lo accolse e lo scaldò.

Ogni anno sin d'allora,
il giorno di San Martino
la luce dell'aurora
splende sul biancospino
e il pettirosso vola,
belando l'agnellino
il povero consola.

Festa è nelle campagne
si brinda al caldo inverno,
caldarroste e castagne,
frutti del Padreterno.

Il sole dell'inverno
riscalda il pellegrino
ed ogni mosto è vino,
«evviva San Martino».

Mimmo Mòllica ©
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San Martino è «protettore dei migranti», in un’epoca in cui richiedenti asilo e persone perseguitate dalle guerre, dalla miseria e dalla violenza affrontano, nude e senza mantello, pericolosi e drammatici viaggi per mare e per terra. E donare loro "mezzo mantello" è segno di compassione, solidarietà e fratellanza.

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