Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

Moio Alcantara e Malvagna: infiltrazioni mafiose nella PA, un cancro da estirpare

MESSINA, 18 MAG 2022 - “Questa mattina la Guardia di finanza ha tratto in arresto sette persone per il reato di associazione mafiosa e reati contro la pubblica amministrazione, tra i quali il sindaco e il vicesindaco di Moio Alcantara e l’ex assessore ai lavori pubblici di Malvagna, due comuni della Provincia di Messina. Secondo l’indagine della procura distrettuale antimafia di Messina, a Moio Alcantara e Malvagna vi sarebbero state pesanti infiltrazioni mafiose. La struttura criminale sarebbe risultata, infatti, in grado di ingerirsi nelle dinamiche politico-elettorali dei due Comuni e nella relativa gestione dell’attività amministrativa. A detta delle autorità, si tratterebbe di un gruppo che, per il suo modus operandi, rappresenta l’evoluzione del modello tradizionale di associazione mafiosa che sfrutta la fama criminale ormai consolidata e che non necessita di manifestazioni esteriori di violenza, ma preferisce coltivare relazioni con la politica, le istituzioni, le attività economiche per condizionarle. Uno dei principali indagati, da detenuto, disponeva ai suoi sodali di prendere contatti con le ditte appaltatrici di lavoro assegnati dai due Comuni, anche garantendo sostegno ai candidati elettorali in occasione del rinnovo dei rispettivi Consigli comunali”. Lo scrive su Facebook il Deputato messinese del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva.
 
“Notizie come questa ci impongono una seria riflessione - continua-. I legami tra politica e mafia, il condizionamento delle istituzioni, i condizionamenti mafiosi dell’ammirazione pubblica rappresentano un vero e proprio cancro per la vita democratica nelle nostre città, una ferita che siamo chiamai a rimarginare con azioni forti di contrasto alle mafie e di sostegno ai cittadini onesti. Trasparenza, etica e legalità sono princìpi inderogabili nella gestione della cosa pubblica e qualsiasi condizionamento criminale e mafioso è intollerabile”.


E conclude: “Un plauso alle forze dell’ordine per l'operazione condotta che dimostra, ancora una volta, che lo Stato c’è, non farà passi indietro e non darà tregua ai criminali e alle mafie”.

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