Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

Sud chiama Nord: Cateno De Luca e i 250 dell’Equità territoriale

ASSEMBLEA COSTITUENTE SUD CHIAMA NORD. DE LUCA, EQUITA’ TERRITORIALE PUNTO DI PARTENZA PER UN PERCORSO COMUNE. È cominciato oggi a Roma il nuovo percorso indicato dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca. All’hotel Saint Martin di Roma si sono dati appuntamento oltre 250 rappresentanti dei movimenti politici e dell’associazionismo civico accomunati dalla volontà di porre le basi per un progetto che ha come elemento fondante l’Equità territoriale.

Roma, 3 mar 2023 - “Se vogliamo salvaguardare veramente il sistema Italia non possiamo dare spazio a forze politiche che non avendo altri argomenti sono andate avanti alimentando una guerriglia tra territori sostenendo che qualcuno potrà stare meglio se altri staranno peggio” ha affermato nella sua relazione iniziale De Luca. “Oggi siamo qui per portare avanti un progetto che ci ha inculcato Pino Aprile che ringrazio per l’azione svolta in questi anni. Non c’entra l’approccio ideologico! Ognuno di noi ha una storia ma il comune denominatore sul quale abbiamo lanciato questo progetto è l’equità territoriale. È questo l’unico elemento che può salvare il sistema Italia rimettendo al centro del dibattito politico il senso di responsabilità per chiudere la stagione delle iperboli e dei like”.

“Sud chiama Nord ha acquisito dei requisiti che vogliamo mettere a disposizione di chi è stato preso in giro nei propri territori. Vogliamo avere la possibilità con partiti e movimenti nazionali e movimenti civili locali di fare questa piattaforma. Il nostro appello è lanciato a tutti”. E sono 35 le realtà che hanno risposto alla chiamata del deputato regionale siciliano. Con gli interventi dei propri rappresentati hanno portato il proprio contributo alla scrittura di una piattaforma programmatica. “Questo strumento lo presentiamo a voi perché si evolva con una strategia confederativa, con i requisiti che abbiamo conquistato sul campo. Dobbiamo però individuare delle regole: ORGANIZZAZIONE,

 TESSERAMENTO, FINANZIAMENTO, COMUNIAZIONE E GIOVANI” ha sottolineato De Luca. “Le elezioni europee sono un appuntamento irrinunciabile. Le regole elettorali possono essere condivisibili o meno, ma se ti siedi a giocare ad un tavolo non le puoi contestare o puoi rompere il tavolo. Le istituzioni si cambiano dall’interno e per farlo ci vuole il consenso. Noi siamo uomini e donne di governo sappiamo amministrare e sappiamo cosa voglia dire prendersi delle responsabilità. Le Europee per un progetto del genere diventano un appuntamento fondamentale. Bisogna saper individuare le tematiche giuste e trasmettere una soluzione alternativa, senza colore politico ma con grande responsabilità sulle cose che si possono fare e quelle che vanno immediatamente corrette. Si apre questa fase e noi ci siamo”.

La giornata prosegue domani con la presentazione all’assemblea dei documenti elaborati dalle commissioni tematiche, il confronto tematico sul tema “Nord contro Sud. Così si spezza l’Italia” e la relazione conclusiva del leader Cateno De Luca.

Commenti