Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

Reddito di cittadinanza: Stromboli e Vulcano, denunciati 6 percettori per truffa aggravata

CONTROLLI DEI CARABINIERI SUI BENEFICIARI DEL REDDITO DI CITTADINANZA. 6 I DENUNCIATI CON UN DANNO ALL’ERARIO DI OLTRE 80.000 EURO. TRA GLI INDAGATI ANCHE PROPRIETARI DI IMMOBILI E CONVIVENTI CON ALTRE FONTI DI REDDITO.

15/07/2023 - Proseguono le verifiche dei Carabinieri sui soggetti beneficiari della percezione del reddito di cittadinanza. Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Messina hanno effettuato uno screening sui percettori del reddito residenti nell’arcipelago eoliano. All’esito degli accertamenti, i militari delle Stazioni dell’Arma di Stromboli e Vulcano hanno denunciato 6 persone per truffa aggravata, per aver percepito, senza averne diritto, il sussidio statale del reddito di cittadinanza.

Dalle indagini è emerso che due percettori risultavano conviventi con le rispettive madri

destinatarie di altre fonti di reddito; uno in particolare era anche proprietario di diversi immobili.

Gli altri quattro percettori, invece, tra cui una donna straniera, avevano falsamente attestato di

essere residenti in altri comuni, omettendo di dichiarare la loro convivenza con persone destinatari

di altre fonti di reddito.


All’esito delle verifiche, i Carabinieri hanno accertato che l’I.N.P.S., Ente che eroga il beneficio, ha

corrisposto in favore degli indagati oltre 80.000 euro. Pertanto, sono state attivate le procedure per il

recupero delle somme illecitamente percepite e per l’immediata sospensione del sussidio.

L’attività costituisce parte dell’azione di contrasto dei Carabinieri del Comando Provinciale di

Messina nei confronti dell’indebita percezione del reddito di cittadinanza, nell’ambito della quale,

nel giugno scorso, i militari della Compagnia di Taormina e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di

Messina, hanno deferito 39 persone, risultati illecitamente percettori del sussidio statale.

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