Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Agriturismo: Noto leader tra i comuni-polo dell’“agriturismo” in Sicilia

La sorprendente “lunga marcia” del settore agrituristico. Nel 2004 le aziende agrituristiche erano poco più di 14mila, oggi il loro numero è pressoché raddoppiato. Il tasso di crescita medio annuo è del 3,8% ed è praticamente omogeneo per tutte le macroaree: dal 5,5% e 4,3% del Nord-ovest e del Centro, al 3,6% e al 3% delle Isole e del Sud. Degustazione, alloggio e ristorazione rappresentano il core dell’offerta economica. Il tasso medio anno di crescita dell’offerta di degustazione è maggiore al Nord-est e nelle Isole (6%). La crescita della ristorazione è maggiore nel Centro (5,3%) e quella dell’alloggio è più alta nel Nord-ovest (4,5%) e nelle Isole (4,1%).

7 genn 2024 - Dei 7.904 Comuni nei quali è attualmente suddiviso il territorio nazionale, quasi il 64% ospita almeno un’azienda (erano il 41,4% rispetto agli 8.101 Comuni nel 2004). Sempre con riferimento al 2022, i nuovi Comuni “agrituristici” sono 23.
Tra i Comuni “agrituristici” (con almeno un’azienda agrituristica), il 35% ospita una sola struttura
(erano 44,1% nel 2004), l’11,6% accoglie tre strutture, l’1,1% ha 10 strutture e sono 4,6% (erano 2,9
% nel 2004) i Comuni con almeno 20 strutture. Infine, sono 11 i Comuni con almeno 100 aziende
(Appiano sulla strada del vino, Assisi, Caldaro sulla strada del vino, Castelrotto, Cortona, Grosseto,
Manciano, Montalcino, Montepulciano, Noto, San Gimignano).

Nuove attivazioni

Nel 2022 le nuove attivazioni sono 1.386, di queste il 46,5% sono avvenute nel Centro, il 42,8% nel
Nord (significativo il 13% della Provincia autonoma di Bolzano/Bozen) e il 10,6% nel Mezzogiorno
(con la Sicilia che supera il 5%). Il tasso di attivazione (nuove autorizzazioni/totale aziende attive) è
del 5,5% e sale al 7% nel Centro e al 2,9 % nel Mezzogiorno con la Sicilia che si attesta al 5,3% nelle
isole. 

Indice di dotazione strutturale

Nel 2022, nei 20 Comuni individuati, uno per ciascuna Regione, si localizza il 4,3% delle aziende
agrituristiche (negli stessi Comuni le aziende agricole sono il 2,3%). Rispetto al totale delle aziende
agrituristiche presenti in ciascuna Regione, l’indice di dotazione strutturale varia tra il 14,3% di Noto
(Sicilia) il 7% di Larino (Molise) e Otranto (Puglia) e l’1,6% e l’1,4% rispettivamente di Asti (Piemonte) e Monzambano (Lombardia).

Il rapporto tra agrituristi e aziende agrituristiche, che dà conto dei flussi turistici sulla capacità
recettiva, è di 162 agrituristi ogni 100 strutture, e sale a 418 nel Comune di Matera, 402 in quello
Verona e a 303 ad Aosta e Monzambano. Mentre è pari a 82,8 per Comune di Noto, a 77,6 per quello
di Corigliano-Rossano e a 71 per Urbino. I valori più bassi di questo indice si registrano, a Larino
(Molise) (14), Montalto di Castro (Lazio) (7,3) e Benevento (4,4).

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