Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Autobus a basse emissioni: incidenza nulla a Reggio Calabria, molto inferiore alla media a Messina, Palermo e Cagliari

 

ISTAT. AMBIENTE URBANO, ANNO 2022. Nelle città peggiora la qualità dell’aria, progressi limitati su mobilità, verde e rifiuti urbani Netto peggioramento della qualità dell’aria nei comuni capoluogo: aumentano le concentrazioni di polveri sottili e ozono, sempre più critica la situazione del Nord.

24/05/2024 - Domanda di Trasporto pubblico locale (Tpl) in ripresa nel 2022, ma ancora lontana dai livelli pre-pandemici. Resta ampio il divario fra Centro-Nord e Mezzogiorno nell’offerta dei servizi di mobilità, dal Tpl alla mobilità condivisa. Progressi nel rinnovamento delle flotte del Tpl, i bus a basse emissioni sono il 36% del totale, ma più di metà degli autobus in esercizio circola da almeno 10 anni. Più veicoli a basse emissioni nel Tpl grazie alla crescita dell’elettrico Gli autobus a basse emissioni (elettrici/ibridi o alimentati a gas) sono il 36% del totale, in aumento di un punto percentuale rispetto all’anno precedente e di 8,1 punti dal 2017. 

La componente più numerosa è ancora quella dei veicoli alimentati a gas (27,8% del totale), il cui numero, tuttavia, è in calo del 4,5% rispetto all’anno precedente. È in rapida crescita, invece, la flotta degli autobus elettrici e ibridi (+17%), che rappresenta l’8,2% dei veicoli in esercizio. La quota dei veicoli a basse emissioni supera il 50% nelle città del Nord-est (53,6%), ma è nettamente inferiore alla media nel Nord-ovest (28,2%), nel Sud (27,1%) e soprattutto nelle Isole (20,1%). Il valore medio dei capoluoghi metropolitani resta inferiore a quello degli altri capoluoghi (34,3% contro 38,2%), ma il divario si è sensibilmente ridotto negli ultimi anni (nel 2017 la differenza era di quasi otto punti percentuali). 

Gli autobus a gas sono più diffusi nel Nord-est (44,2%) e nel Centro (35,4%), quelli elettrici e ibridi si concentrano nel Nord-ovest (15%). Fra le grandi città, tuttavia, la quota di autobus a basse emissioni è molto variabile: supera il 75% a Bologna, il 60% a Catania e il 50% a Bari, mentre è nulla a Reggio di Calabria e molto inferiore alla media dei comuni capoluogo a Genova, Firenze, Napoli, Palermo, Messina e Cagliari.

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