Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

Messina e Napoli, mortalità 0-74 anni più alta per malattie circolatorie, gli stili di vita individuale le cause

Istat. Salute e ospedali. Scenari di salute della popolazione e caratteristiche dell’offerta sanitaria. I dati sono prevalentemente riferiti ai trienni 2007-2009 e 2017-2019 nonché agli anni 2020 e 2021, per cogliere gli effetti e le ricadute della pandemia da Covid-19 sul contesto sanitario e di salute nei territori considerati. Dal punto di vista amministrativo, le città metropolitane sono enti territoriali di area vasta che hanno sostituito le province in 10 aree urbane di regioni a statuto ordinario. Si aggiungono quattro città metropolitane di Regioni a statuto speciale: Palermo, Catania, Messina e Cagliari.  All’interno delle città metropolitane il comune capoluogo rappresenta il polo del territorio intorno al quale gravitano i comuni appartenenti alla prima e seconda cintura Città metropolitane: mortalità 0-74 anni più alta per malattie circolatorie a Messina e Napoli.  

21/05/2024 - Le malattie del sistema circolatorio costituiscono una sfida significativa di salute pubblica poiché la loro insorgenza è fortemente correlata agli stili di vita individuali e comportamenti collettivi adottati dalla popolazione. La riduzione di tali patologie richiede dunque la costante implementazione di politiche sanitarie e programmi di prevenzione mirati, volti a modificare i comportamenti considerati a rischio, come il fumo di tabacco, la sedentarietà, il consumo di alcol e una dieta scorretta. A livello italiano, con riferimento alla popolazione con meno di 75 anni, le malattie del sistema circolatorio nel 2021, causano poco più di 31mila decessi, circa 1.000 in meno della media 2017-2019. 

Il tasso standardizzato di mortalità è di 5,2 decessi per 10mila abitanti e l’analisi in serie storica conferma una progressiva riduzione del fenomeno con riferimento ai periodi 2017-2019 e 2007-2009 (rispettivamente -7,1% e -27,8%). Nei territori metropolitani, trend e intensità della mortalità per malattie del sistema circolatorio, sono simili a quelli italiani. Il tasso standardizzato di mortalità 0-74 anni è di 5,5 decessi ogni 10mila abitanti nel 2021, valore inferiore del 5,2% rispetto alla media del triennio pre-pandemico. 

Fanno eccezione, rispetto a questa dinamica decrescente, le città metropolitane di Milano, Venezia e Roma, in cui si confermano i livelli di mortalità del triennio 2017-2019 e Messina, unica città metropolitana che segna una variazione positiva (+5,4%). La mortalità per queste patologie interessa inoltre, in misura maggiore, la popolazione residente nei territori metropolitani del Sud, escluse le città metropolitane di Cagliari e Bari che presentano livelli di mortalità fra i più contenuti. 

Infatti nei territori di Messina e Napoli si rilevano circa otto decessi ogni 10mila abitanti, seguiti da  Catania (6,7 ogni 10mila). Nelle città metropolitane di Firenze, Bologna e Cagliari invece i valori più bassi, circa quattro decessi ogni 10mila. Nei capoluoghi i livelli di mortalità del 2021 si attestano a 5,6 decessi ogni 10mila persone, con un decremento del 3,4% rispetto al triennio 2017-2019. Nei comuni di Napoli, Catania e Messina, circa otto decessi ogni 10mila abitanti, si osservano i tassi di mortalità più rilevanti. 

Nei comuni di Bologna e Milano al Nord e Messina e Catania al Sud si rileva un incremento significativo della mortalità rispetto al periodo pre-pandemico. L’analisi conferma la presenza di differenze di genere rilevanti anche per malattie del sistema circolatorio. Nel 2021 i tassi standardizzati di mortalità delle donne nei territori metropolitani permangono inferiori a quelli degli uomini (3,5 decessi femminili contro 7,8 decessi maschili ogni 10mila), sebbene la mortalità delle donne diminuisca in misura minore rispetto a quella degli uomini (-2,8% contro -6,0%). Nel complesso delle città metropolitane, nel 2021, il rapporto di mascolinità per malattie circolatorie è di 223 decessi maschili ogni 100 femminili. 

Nella città metropolitana di Firenze il divario di genere è il più alto (260 decessi maschili ogni 100 femminili), seguita da Roma e Cagliari, quest’ultima nonostante la diminuzione di 17 punti rispetto al triennio 2017-2019. I rapporti di mascolinità sono più contenuti nelle città metropolitane di Napoli e Messina, determinati prevalentemente dagli elevati livelli di mortalità delle donne (circa 5,5 decessi per 10mila). Fra i capoluoghi, le differenze di genere più marcate si osservano a Roma, Reggio di Calabria e Bologna, in cui il rapporto di mascolinità cresce rispetto al triennio precedente e raggiunge circa 270 decessi maschili ogni 100 femminili, tutti oltre il valore medio (231).

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