Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

Competenze professionali: la forza muscolare utilizzata dal 37,4% degli occupati (media Ue 26,5%)

L’Istat diffonde i principali risultati del modulo ad hoc sulle competenze professionali inserito nella Rilevazione sulle forze di lavoro condotta nel corso del 2022. Il modulo è stato compilato dalle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni, occupate o non occupate da meno di due anni. Si tratta, in particolare, di informazioni sulla quantità di tempo dedicato all’utilizzo di strumentazione digitale, alla lettura di documentazione tecnica o all’effettuazione di calcoli complessi, ad attività fisiche impegnative o che richiedono destrezza e precisione, alle relazioni comunicative e formative.

7 giu 2024 - L’uso frequente di forza e destrezza è più diffuso tra artigiani, operai specializzati e agricoltori Le competenze fisico-motorie sono rilevate facendo riferimento all’intensità (forza) e alla precisione (destrezza). Il lavoro fisico impegnativo da un punto di vista della forza muscolare è una skill utilizzata per la metà o più del tempo dal 37,4% degli occupati (la media Ue si attesta al 26,5%). La destrezza, riferita all’abilità nel compiere movimenti precisi delle dita che coinvolgono gruppi muscolari piccoli come quelli dei polsi, delle mani o delle dita, generalmente coordinati dagli occhi, è invece utilizzata dal 23,2% (la media Ue si ferma al 16,8%). Le abilità fisico-motorie sono più frequenti tra gli uomini: il 41,6% impiega almeno la metà del tempo in lavori fisicamente impegnativi (le donne sono il 31,6%); quelli che svolgono lavori per cui è richiesta precisione delle dita sono il 25,3% (il 20,2% le donne). Ancora una volta, si riscontrano differenze legate ai livelli di istruzione e alla cittadinanza: il 57,6% delle persone con un livello di istruzione basso svolge lavori che richiedono un’attività fisica intensa per almeno la metà del tempo (sono il 16,7% tra quelle con titolo alto) e la quota si attesta al 45,6% tra gli stranieri (36,4% tra gli italiani). 

Nel caso della destrezza, coloro che hanno un titolo di studio basso e utilizzano questa competenza per almeno la metà del tempo sono il 30,0%, rispetto al 16,1% di quelli con titolo di studio alto. Tra gli stranieri coloro che impiegano almeno la metà del tempo in attività che richiedono abilità delle dita sono il 13,7%, tra gli italiani il 24,3%. Nonostante le professioni più qualificate non si caratterizzino per l’uso della forza, tra gli imprenditori di piccole aziende e tra le professioni tecniche nelle scienze della salute e della vita la quota di chi dichiara di svolgere un lavoro manuale per almeno la metà della propria giornata lavorativa arriva al 40%. 

 Ciò nondimeno, l’abilità delle dita è una skill ampiamente diffusa anche tra i lavoratori nel campo della salute: dagli specialisti del II grande gruppo (37,2% tra chirurghi, dentisti, ortodontisti, laboratoristi, patologi clinici e simili), ai tecnici del III grande gruppo (39,9% tra igienisti, fisioterapisti, osteopati, ortottisti, ostetrici e simili), fino a coloro che svolgono professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali del V grande gruppo (34,4% tra massaggiatori, massofisioterapisti, operatori sociosanitari, assistenti alla poltrona e simili). La destrezza, invece, è una competenza non utilizzata tra coloro che svolgono un lavoro esecutivo di ufficio: durante la loro giornata lavorativa tre impiegati su quattro non svolgono mai compiti che richiedono movimenti precisi delle dita.

Commenti