Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

Competenze professionali: la forza muscolare utilizzata dal 37,4% degli occupati (media Ue 26,5%)

L’Istat diffonde i principali risultati del modulo ad hoc sulle competenze professionali inserito nella Rilevazione sulle forze di lavoro condotta nel corso del 2022. Il modulo è stato compilato dalle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni, occupate o non occupate da meno di due anni. Si tratta, in particolare, di informazioni sulla quantità di tempo dedicato all’utilizzo di strumentazione digitale, alla lettura di documentazione tecnica o all’effettuazione di calcoli complessi, ad attività fisiche impegnative o che richiedono destrezza e precisione, alle relazioni comunicative e formative.

7 giu 2024 - L’uso frequente di forza e destrezza è più diffuso tra artigiani, operai specializzati e agricoltori Le competenze fisico-motorie sono rilevate facendo riferimento all’intensità (forza) e alla precisione (destrezza). Il lavoro fisico impegnativo da un punto di vista della forza muscolare è una skill utilizzata per la metà o più del tempo dal 37,4% degli occupati (la media Ue si attesta al 26,5%). La destrezza, riferita all’abilità nel compiere movimenti precisi delle dita che coinvolgono gruppi muscolari piccoli come quelli dei polsi, delle mani o delle dita, generalmente coordinati dagli occhi, è invece utilizzata dal 23,2% (la media Ue si ferma al 16,8%). Le abilità fisico-motorie sono più frequenti tra gli uomini: il 41,6% impiega almeno la metà del tempo in lavori fisicamente impegnativi (le donne sono il 31,6%); quelli che svolgono lavori per cui è richiesta precisione delle dita sono il 25,3% (il 20,2% le donne). Ancora una volta, si riscontrano differenze legate ai livelli di istruzione e alla cittadinanza: il 57,6% delle persone con un livello di istruzione basso svolge lavori che richiedono un’attività fisica intensa per almeno la metà del tempo (sono il 16,7% tra quelle con titolo alto) e la quota si attesta al 45,6% tra gli stranieri (36,4% tra gli italiani). 

Nel caso della destrezza, coloro che hanno un titolo di studio basso e utilizzano questa competenza per almeno la metà del tempo sono il 30,0%, rispetto al 16,1% di quelli con titolo di studio alto. Tra gli stranieri coloro che impiegano almeno la metà del tempo in attività che richiedono abilità delle dita sono il 13,7%, tra gli italiani il 24,3%. Nonostante le professioni più qualificate non si caratterizzino per l’uso della forza, tra gli imprenditori di piccole aziende e tra le professioni tecniche nelle scienze della salute e della vita la quota di chi dichiara di svolgere un lavoro manuale per almeno la metà della propria giornata lavorativa arriva al 40%. 

 Ciò nondimeno, l’abilità delle dita è una skill ampiamente diffusa anche tra i lavoratori nel campo della salute: dagli specialisti del II grande gruppo (37,2% tra chirurghi, dentisti, ortodontisti, laboratoristi, patologi clinici e simili), ai tecnici del III grande gruppo (39,9% tra igienisti, fisioterapisti, osteopati, ortottisti, ostetrici e simili), fino a coloro che svolgono professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali del V grande gruppo (34,4% tra massaggiatori, massofisioterapisti, operatori sociosanitari, assistenti alla poltrona e simili). La destrezza, invece, è una competenza non utilizzata tra coloro che svolgono un lavoro esecutivo di ufficio: durante la loro giornata lavorativa tre impiegati su quattro non svolgono mai compiti che richiedono movimenti precisi delle dita.

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