Salute della donna. A Palermo la prima clinica dedicata alla salute femminile, dalla vulvodinia, all’endometriosi, ai disturbi della menopausa

A Palermo apre Weda: la prima clinica dedicata alla salute femminile. Dalla vulvodinia, all’endometriosi, passando per il dolore pelvico cronico e i disturbi legati alla menopausa: un team di esperti che lavora in modo coordinato per una risposta concreta sulla salute della donna. Palermo, 8 giugno 2026 – Apre a Palermo Weda , il primo ecosistema sanitario italiano dedicato alla salute femminile che integra prevenzione, diagnosi e cura in un unico percorso strutturato. Con l’apertura della nuova sede, in via Tommaso Gargallo, 49, la città accoglie un centro specializzato pensato per offrire alle donne un punto di riferimento clinico dedicato, con un modello di presa in carico innovativo e interdisciplinare. La salute femminile rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei. Nonostante i progressi della medicina, molte donne continuano a confrontarsi con diagnosi tardive, percorsi di cura frammentati e una scarsa integrazione tra specialisti. Pato...

Attività subacquea: in arrivo la prima legge nazionale (DDL 1624), l’immersione ricreativa attività ecosostenibile e culturale

 

Subacquea, in arrivo la prima legge nazionale: sicurezza, tutela ambientale e turismo del mare. Il DDL 1624 riconosce per la prima volta l’immersione ricreativa come attività ecosostenibile e culturale, definendo principi per la sicurezza dei subacquei, la tutela dell’ambiente marino e lacustre, la formazione degli operatori e standard tecnici uniformi. Francesca Zambonin (ScubaLex): «Colmato un vuoto normativo atteso da anni»

29/10/2025 - Per la prima volta, in Italia, l’attività subacquea sta per entrare nel quadro legislativo nazionale come risorsa ambientale, culturale e turistica da valorizzare e tutelare. È il senso del Disegno di Legge n. 1624, approvato dal Senato e ora all’esame della Commissione della Camera dei Deputati, che introduce una disciplina organica per le immersioni professionali e ricreative e per le attività dei diving center.

Si tratta di un provvedimento atteso da anni dal comparto. «È un passaggio storico -spiega l’avvocato Francesca Zambonin, fondatrice dello Studio Legale Zambonin e del brand ScubaLex, che da oltre vent’anni si occupa di diritto della subacquea e che è operativo nella consulenza legale per diving center, istruttori e operatori del settore-. Per la prima volta lo Stato riconosce la dimensione ricreativa dell’immersione come un’attività ecosostenibile e culturale, utile a diffondere la consapevolezza del valore del mare e del suo patrimonio naturale e archeologico. Il subacqueo diventa ambasciatore del mare, e questa è una conquista culturale oltre che normativa».

Un traguardo che arriva dopo decenni di frammentazione normativa e differenze territoriali che hanno reso difficile operare in modo uniforme. «Da troppo tempo mancava un riferimento certo -riprende Francesca Zambonin-. Una legge che definisce una cornice normativa per il settore della subacquea ricreativa e del turismo marino, un passo avanti decisivo per la sicurezza e la professionalità».

Il testo del DDL 1624 stabilisce i principi fondamentali per la sicurezza dei subacquei, la tutela dell’ambiente marino e lacustre e la valorizzazione turistica e culturale dei fondali italiani. Introduce inoltre criteri chiari per la formazione e la qualificazione professionale degli operatori, l’istituzione di registri ufficiali per diving center e imprese iperbariche, nonché obblighi di assicurazione e di standard tecnici omogenei sul territorio nazionale.

Una delle novità più attese è la nascita di una Agenzia nazionale per la sicurezza delle attività subacquee, organismo che avrà il compito di coordinare, vigilare e promuovere buone pratiche nel settore. «E tutto questo potrà garantire uniformità e maggiore trasparenza nella regolamentazione delle attività connesse al mondo marino», sottolinea l’avvocato Zambonin.

Il mondo della subacquea in Italia conta migliaia di operatori, centinaia di diving center e centinaia di migliaia di appassionati, con una forte ricaduta economica anche sul turismo costiero. «La subacquea ricreativa è un’eccellenza italiana spesso poco valorizzata, che unisce sport, ambiente e promozione del territorio -osserva Zambonin-. Regolare questo mondo significa tutelare chi vi lavora e chi si immerge per passione, ma anche dare riconoscimento a una filiera che genera valore economico e culturale. E, soprattutto, riconoscere la pluralità della subacquea: non solo attività sportiva o professionale, ma anche occasione di tutela, ricerca e conoscenza. È un riconoscimento alla cultura del mare e a chi ogni giorno lavora per diffonderla in modo responsabile».

Il Disegno di Legge 1624 rappresenta dunque una svolta di civiltà giuridica e culturale. L’Italia, con i suoi 8.000 chilometri di coste e un patrimonio sommerso unico al mondo, si prepara a dotarsi di uno strumento moderno per valorizzare in modo sostenibile il proprio mare.

«Una volta che la legge sarà approvata in via definitiva, la vera sfida -conclude Zambonin- sarà dare concretezza ai principi a cui si ispira coinvolgendo chi vive e conosce davvero il mare. È il momento di unire competenze giuridiche, tecniche e ambientali per costruire una subacquea più sicura, consapevole e capace di guardare al futuro. Si attende il testo definitivo per approfondire i punti di forza della legge ed eventuali criticità che potrà presentare».

 

Commenti