Salute della donna. A Palermo la prima clinica dedicata alla salute femminile, dalla vulvodinia, all’endometriosi, ai disturbi della menopausa

A Palermo apre Weda: la prima clinica dedicata alla salute femminile. Dalla vulvodinia, all’endometriosi, passando per il dolore pelvico cronico e i disturbi legati alla menopausa: un team di esperti che lavora in modo coordinato per una risposta concreta sulla salute della donna. Palermo, 8 giugno 2026 – Apre a Palermo Weda , il primo ecosistema sanitario italiano dedicato alla salute femminile che integra prevenzione, diagnosi e cura in un unico percorso strutturato. Con l’apertura della nuova sede, in via Tommaso Gargallo, 49, la città accoglie un centro specializzato pensato per offrire alle donne un punto di riferimento clinico dedicato, con un modello di presa in carico innovativo e interdisciplinare. La salute femminile rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei. Nonostante i progressi della medicina, molte donne continuano a confrontarsi con diagnosi tardive, percorsi di cura frammentati e una scarsa integrazione tra specialisti. Pato...

Comuni in dissesto: 60 nuovi casi all’anno, la maggiore concentrazione in Sicilia, Calabria e Campania

LA CORTE DEI CONTI CONFERMA IL QUADRO DRAMMATICO SULLA FINANZA DEGLI ENTI LOCALI SICILIANI. ANCI SICILIA: “NECESSARI NUOVI STRUMENTI FINANZIARI E NORMATIVI”. Nella “Relazione al Parlamento sui comuni in situazione di crisi finanziaria”, curata dalla Corte dei Conti e diffusa oggi, viene evidenziato come l’attuale assetto normativo sulla finanza degli enti locali non risulti adeguato e richieda una riforma organica.

11/03/2026 - “Il dato dei dissesti nei comuni italiani – si legge nel documento - conferma una crescita significativa, con circa 60 nuovi casi all’anno dal 2012 e una marcata differenziazione nella distribuzione territoriale. La maggiore concentrazione delle situazioni critiche si registra in Sicilia, Calabria e Campania”.


Sui vari punti evidenziati dalla magistratura contabile interviene l’ANCI Sicilia sottolineando come “La relazione della Corte dei Conti confermi una situazione di elevata criticit? finanziaria per i comuni siciliani. Il dato di circa un terzo degli enti coinvolti in procedure di dissesto o riequilibrio, a cui si aggiunge il numero significativo di amministrazioni che approvano con forte ritardo gli strumenti finanziari, restituisce l’immagine di un sistema sottoposto da anni a una pressione straordinaria.


Tuttavia, la situazione della Sicilia presenta caratteristiche peculiari che la distinguono non solo dalle regioni del Centro-Nord, dove questi fenomeni risultano molto pi? contenuti, ma anche dalle stesse regioni del Mezzogiorno, come Calabria e Campania. Pur registrando numeri elevati anche in questi territori, la realt? siciliana ? segnata da fattori specifici, tra cui il mancato piano di allineamento tra normativa nazionale e regionale in materia di enti locali.

A incidere in modo determinante ? anche il persistente squilibrio nei trasferimenti statali: da anni, infatti, i comuni siciliani ricevono risorse inferiori rispetto a quelle che dovrebbero essere garantite sulla base dei meccanismi costituzionali di perequazione.


Una condizione che ANCI Sicilia ha quantificato in circa 200 milioni di euro annui di minori trasferimenti, una carenza strutturale che contribuisce ad aggravare le difficolt? dei bilanci locali e che rende ancora pi? urgente un intervento volto a ristabilire condizioni di equit? e sostenibilit? finanziaria per gli enti locali dell’Isola”.


“Gli attuali strumenti finanziari e normativi – conclude il presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta - non sono pi? idonei per affrontare in maniera efficace le crisi dei comuni”.

 

Carla Muliello, addetto stampa ANCI Sicilia

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