Saline di Trapani, guasto a depuratore e crollo SP21: “Avevamo chiesto chiarimenti il 26 febbraio, ora vogliamo verità sulle condizioni dell'impianto”Palermo, 3 marzo 2026 - “Il crollo del manto stradale sulla SP21 con relativo sversamento dei reflui verso il depuratore consortile nella Riserva delle Saline di Trapani non ci sorprende e anzi proprio una settimana fa, depositavano una nota alla Regione per capire quali misure urgenti intendesse adottare per la messa in sicurezza dell’area. La situazione è totalmente sfuggita di mano: chiediamo una relazione immediata e dettagliata sull’accaduto e, soprattutto, vogliamo conoscere quali siano le reali condizioni strutturali e funzionali del depuratore consortile e dell’intero sistema di collettamento. Non si può aspettare per giorni e poi intervenire solo quando crolla l’asfalto”. Lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi e Luigi Sunseri.
“Nel corso della seduta congiunta del 25 febbraio scorso - spiegano i deputati - della Commissione Ambiente e della commissione attività produttive dell’ARS, convocata per affrontare i gravi danni subiti dai produttori di sale a causa della recente ondata di maltempo, la direttrice della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco aveva denunciato il malfunzionamento della condotta fognaria all’interno dell’area protetta.
A seguito di quelle dichiarazioni, il 26 febbraio abbiamo trasmesso una nota formale all’Assessore Giuseppa Savarino e al Dirigente generale Calogero Beringheli per chiedere chiarimenti puntuali su guasto, eventuali sversamenti, misure di sicurezza e responsabilità.
Nel frattempo, il crollo del manto stradale lungo la Strada Provinciale 21, nei pressi del Mulino Maria Stella: la condotta che convoglia i reflui verso il depuratore consortile, attualmente in amministrazione giudiziaria, ha ceduto dentro la Riserva, con fuoriuscite a pochi metri dalle vasche saline e chiusura della strada per motivi di sicurezza.
“La tutela della Riserva e delle attività produttive che vi insistono impone trasparenza totale e controlli rigorosi. I siciliani hanno diritto di sapere in che stato si trovano infrastrutture così delicate all’interno di un’area protetta” - concludono i deputati.
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