“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

Truffa ai danni dell'UE nelle province di Enna e Messina: sequestrati beni e proprietà, 10 imprenditori agricoli indagati

TRUFFA AI DANNI DELL’UNIONE EUROPEA, LA PROCURA EUROPEA E I CARABINIERI SEQUESTRANO BENI PER UN MILIONE E MEZZO DI EURO IN PROVINCIA DI ENNA E MESSINA. Il Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Messina ha eseguito un Decreto emesso dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Enna, su richiesta della Procura Europea - Ufficio dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia con sede in Palermo –che, nell’ambito di specifica attività investigativa convenzionalmente definita “Grazing Code 2”,

ha disposto il sequestro preventivo nelle province di Enna e Messina di denaro e disponibilità

finanziarie, anche per equivalente, di altri beni o utilità di proprietà dei dieci indagati e di 782 titoli

di pagamento (c.d. diritti all’aiuto), per un totale di 1.404.913,06 mila euro, che costituisce illecito

profitto di reato commesso da 10 imprenditori agricoli operanti nella provincia di Messina.


Le investigazioni, svolte dal Reparto Specializzato dell’Arma, alle dipendenze funzionali del

Ministro dell’Agricoltura, da sempre impegnato nella tutela dei consumatori e nella salvaguardia

delle corrette dinamiche economico-finanziarie del settore agricolo, hanno consentito di disvelare

una complessa e articolata truffa aggravata finalizzata all’illecito conseguimento di ingenti

contributi pubblici destinati al comparto primario ed erogati dall’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in

Agricoltura).


Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, gli allevatori, finiti sotto inchiesta,

avrebbero dichiarato, nell’ambito delle domande di pagamento relative alla PAC, di aver effettuato

attività di “Pascolamento” su superfici agricole esterne al proprio compendio aziendale (sostenendo

dunque di aver movimentato il bestiame verso tali aree), omettendo di attivare il “codice pascolo”,

requisito indispensabile all’espletamento delle attività sui terreni.

Tale omissione avrebbe consentito di eludere i controlli veterinari finalizzati a verificare l’effettiva

movimentazione del bestiame.


La condotta illecita, infatti, si sarebbe concretizzata attraverso il ricorso ad autodichiarazioni-

attestazioni utilizzate dagli indagati per dimostrare il presunto “Pascolamento” in assenza della

prevista attivazione dei “codici pascolo”, così precludendo scientemente ogni controllo da parte dei

veterinari dell’Asl sulla presenza degli animali nei terreni. Infatti, qualora, invece, fossero stati

attivati i “codice pascolo”, sarebbe scattato l’obbligo di controllo sanitario da parte dei veterinari

che, messi a conoscenza della movimentazione degli animali sulle aree, sarebbero dovuti intervenire

e lì verificare la presenza dell’allevamento.


Tutto ciò finiva per essere una espressa violazione della normativa in materia (sia Europea che

Nazionale) che subordina il pagamento dei contributi al previsto requisito temporale del

“pascolamento” e precisa che questo si può dimostrare ufficialmente solo attraverso la

movimentazione degli animali allevati indicati in BDN (banca dati VETINFO) mediante il possesso

del “Codice Pascolo”.


L’operazione oltre a consentire da parte dello Stato di acquisire una specifica garanzia su

1.404.913,06 mila euro, testimonia il costante impegno dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare

operativi su tutto il territorio nazionale nel contrasto alle frodi in danno ai bilanci dello Stato e

dell’Unione Europea. Essa rappresenta, altresì, l’esito dell’efficace azione di contrasto posta in

essere dalla Procura Europea, attraverso un incisivo e puntuale coordinamento delle indagini

culminato nell’adozione di provvedimenti idonei sia ad impedire la prosecuzione dell’attività

delittuosa che a consentire il recupero di indebite somme percepite in violazione della normativa

vigente ed a discapito dei numerosi imprenditori onesti.


STATO DELLE INDAGINI

Si ricorda che permane la presunzione di innocenza, significa che una persona non può essere

considerata colpevole di reato fino alla sentenza definitiva di condanna.

L’imputato è un presunto innocente sino alla sentenza definitiva di condanna. Durante tutti i gradi

di giudizio, dunque, egli dovrà essere considerato innocente rispetto al reato di cui è accusato.

Anche il condannato in via non definitiva deve essere considerato innocente. Come detto sopra,

infatti, la presunzione di innocenza impone di considerare non colpevole anche la persona

riconosciuta tale da una sentenza ancora impugnabile. E così, la persona condannata in primo

grado che abbia proposto appello oppure che sia ancora in tempo per farlo deve essere considerata

innocente.

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