Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PATTI, SKIPPER FINGE SEQUESTRO POI AFFONDA LA BARCA

di Vincenzo Sparviero

BRINDISI - Il «piano criminale» lo aveva studiato proprio a Brindisi, dove era stato assunto da un facoltoso medico bolognese per trasportare in Sicilia un’imbarcazione di tredici metri, ormeggiata nella città pugliese per alcuni lavori.

Ma lui - Mario Pinelli, palermitano incensurato di 45 anni - non pensava certo di accontentarsi del pur lauto compenso promesso dal professionista. Così, ha cominciato a tempestare di sms il medico chiedendogli - in forma anonima - 24 mila euro in tutto per riavere la barca. Altrimenti, scriveva nei messaggi, «il marinaio avrebbe fatto una brutta fine». In realtà quel «marinaio» che avrebbe dovuto fare una brutta fine, era... lui stesso: che aveva tentato così un’estorsione bella e buona ai danni del suo temporaneo datore di lavoro. Ad incastrarlo sono stati proprio gli sms, dopo che - sentendo puzza di bruciato - il medico si era rivolto ai carabinieri.

Grazie ai filmati delle telecamere installate nel porto di Otranto e in collaborazione con la Guardia costiera di San Foca, i militari dell’Arma hanno riconosciuto il marinaio aggirarsi vicino al porto proprio nei giorni in cui, secondo gli sms che lui stesso mandava, era finito nelle mani dei sequestratori. Come se non bastasse, un testimone ha riferito di aver visto un uomo allontanarsi con un tender (poi ritrovato in mare) con la stessa sigla della barca del medico. Nel frattempo gli investigatori hanno seguito le «tracce» lasciate dal cellulare dello skipper che sono state localizzate a Parma. L’11 luglio la barca è stata trovata al largo di San Foca con il timone bloccato e danneggiata per essere finita contro la scogliera.

A quel punto, temendo di essere stato scoperto, il palermitano si è rivolto al commissariato di Patti (Messina) raccontando di essere stato vittima di un'estorsione da parte di quattro sconosciuti armati che l'avrebbero poi portato a Parma. Insomma, una messinscena finita decisamente male per Pinelli che ora si trova rinchiuso all’Ucciardone.

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