Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

STOP PEDAGGI AUTOSTRADALI FINO A NUOVA DATA

Giovanni D’AGATA componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori chiede al Governo il blocco dei pagamenti dei pedaggi autostradali finché non verranno completati interamente i cantieri e riparametrati gli stessi pedaggi

Lecce, 7 settembre 2009 - Forse non tutti sanno che una grandissima parte della Nostra rete autostradale è stata pagata interamente con soldi pubblici e quindi con le tasche dei cittadini a partire dagli anni ’60 e ’70 mentre solo una piccolissima porzione è stata realizzata solo di recente dai concessionari che continuano a fare profitti enormi specie se si pensa che i loro investimenti iniziali sono stati irrisori rispetto all’enorme patrimonio concesso dallo Stato. La questione è ancor più importante se si riflette che nonostante le promesse fatte nonostante anni ed anni di lavori le Nostre autostrade appaiono ancora oggi enormi cantieri a cielo aperto mentre i pedaggi continuano ad essere tra i più costosi in Europa - se si guarda ai Paesi in cui si pagano (ad esempio in Germania il servizio è gratuito) - e tenuto conto che si tratta di un servizio pubblico per qualcosa che in gran parte è stato già realizzato con i soldi provenienti da pubbliche imposte concesso ad oligopolisti e quindi relativo ad un mercato non concorrenziale soggetto perciò a tariffe. Il problema è dirimente se si riflette sul fatto che questi pedaggi una volta completato l’ammortamento costituiscono di fatto delle imposte e allora se l’utente è costretto a versare una tassa per il transito per assurdo sarebbe più logico che le incassasse lo Stato e non dei soggetti privati che hanno investito nulla o pochissimo nella concessione salvo che le tariffe non siano rielaborate in virtù di criteri più logici ed equi. E’ chiaro infatti che il pedaggio, debba riflettere inevitabilmente la circostanza che l’autostrada sia costata molto poco (al concessionario) sia stata ammortizzata quanti veicoli la transitino quindi non conta guardare il livello assoluto del pedaggio ma rapportarlo alla redditività delle concessionarie perché il pedaggio oltre che coprire i costi, dovrebbe servire ad assicurare una remunerazione ragionevole e congrua sul capitale realmente investito. Per queste ragioni, Giovanni D’AGATA, componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori chiede al Governo di attuare il blocco ad interim dei pagamenti dei pedaggi autostradali per le autostrade in concessione i cui cantieri non siano stati interamente completati nonché per quelle a pieno regime in attesa che vengano riparametrati i pedaggi autostradali rapportandoli alla effettiva redditività delle concessionarie mediante criteri che tengano realmente conto del capitale investito.

Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela dei Consumatori”

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