Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

FIAT, VENTURI: “LINGOTTO RITIRI ESPOSTO CONTRO LAVORATORI E SIA PROPOSITIVO”
Palermo, 29 gennaio 2010 – “Abbiamo appreso oggi, durante la riunione al Ministero dello Sviluppo economico, che la Fiat ha presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Termini Imerese nei confronti di soggetti che senza titolo stazionano sui tetti dello stabilimento. L’azienda ha anche fatto sapere che la produzione a Termini riprenderà quando sarà ripristinata la legalità. Penso che questa ulteriore mossa del Lingotto sia inaccettabile e, per prima cosa, la Fiat, che a parole si è detta disponibile a discutere, deve ritirare questo esposto e capire che si tratta di persone che manifestano per il posto di lavoro”.
Lo ha afferma l'assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, che ha partecipato assieme al presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, al tavolo convocato al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vicenda dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.
“Noi come Regione - ha aggiunto Venturi - siamo convinti che a Termini si devono continuare a produrre automobili. La Fiat si è detta disponibile a qualunque soluzione, ma sia chiaro che si deve partire da questo assunto: produzione di automobili e salvaguardia delle professionalità dei lavoratori. Sia la Fiat, che è proprietaria dello stabilimento a dire cosa intende fare, in che termini e in che tempi. Ci faccia sapere cosa e come le istituzioni possono intervenire, per continuare a produrre auto. Se poi tutto questo non dovesse essere sufficiente - sostiene Venturi – sia sempre la Fiat, se vuole andare via, a fare proposte concrete e alternative che abbiano una attinenza con la realtà. Perchè non si può immaginare di riconvertire il polo automobilistico di Termini Imerese in un mega centro commerciale con operai altamente specializzati che finiscono a vendere nelle botteghe”.

Salvatore Wladimir Pantaleone

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