Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

ROBERTO CORONA (PDL) IN DIFESA DELL’AREA DEL MILAZZESE: “DISINQUINARE E SALVARE IL TESSUTO LOCALE E LA SALUTE DEI CITTADINI”

Palermo, 04/03/2010 - “Innanzitutto, dobbiamo assolutamente tutelare l’ambiente. Ma, nello stesso tempo, non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca!”. La battuta e del deputato regionale Pdl Roberto Corona che ha depositato oggi una interrogazione parlamentare per chiedere la composizione di una Commissione di Inchiesta alla Regione. Oggetto, l’area di elevato rischio di crisi ambientale del comprensorio di Milazzo. Obiettivo, accertare le responsabilità diretto o indirette delle parti in casa e la mancata bonifica degli strati inquinati, come invece previsto dai decreti del 2002 e del 2006.
Gravi inadempienze, quindi, come sottolinea Corona nel suo atto ispettivo e ritardi “in quello che uno dei primari doveri della politica: cioè, dare ai cittadini e agli imprenditori garanzie per il presente e per futuro, magari così riavvicinando la gente alla politica stessa. Occorre creare i giusti presupposti perché ritorni la fiducia nelle istituzioni, attraverso la tutela del bene comune, vale a dire l’ambiente e la salute in primis, ma non dimenticando lo sviluppo economico”. Ecco, quindi, perché Roberto Corona invita anche a non fare di tutta l’erba un fascio: non coinvolgere nei provvedimenti quanti, privati o ditte, non siano responsabili dell’inquinamento dell’areale”.
Con l’interrogazione, che scende nello specifico territoriale nominando i comuni compresi nell’area: Condrò, Gualtieri, Sicaminò, Pace del Mela, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, oltre allo stesso Milazzo, le zone cioè dichiarate a elevato rischio di crisi ambientale, Corona chiede dunque, a Presidente e assessorati competenti, l’avvio di una “indagine conoscitiva finalizzata all’accertamento delle modalità di gestione delle procedure fin qui adottate”, nonché di “conoscere come sia stato possibile l’accumulo di tali ritardi e inadempienze che, a voce alta, continuano a essere denunciati innanzitutto dai cittadini residenti, in apprensione per la salute dei propri figli”.
“Il danno per la zona – conclude Roberto Corona – oggi gravissimo, potrebbe in breve divenire irreparabile, coinvolgendo anche il tessuto economico locale e della amministrazione regionale: non individuando i responsabili fattivi, vale a dire quelle industri che realmente inquinano, la Regione siciliana sarà costretta a rimborsare le somme oggi necessarie per la bonifica del sito, per altro già dichiarato di interesse nazionale”.

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