Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA. INDAGINI SULL’UNIVERSITA’: CONVOCATO IN PROCURA IL SEGRETARIO DEL PDCI

Messina, 15 Aprile 2010 - Antonio Bertuccelli ha confermato il contenuto di diversi esposti che coinvolgono l’ateneo messinese. Altri documenti verranno inoltrati alla magistratura nei prossimi giorni. Il Partito dei Comunisti Italiani comunica che, in data 14 aprile 2010, il segretario provinciale, Antonio Bertuccelli, è stato convocato negli Uffici della Procura di Messina in riferimento ad alcuni esposti precedentemente presentati, riguardanti l’Università.
In particolare, uno di tali esposti era attinente alle notizie a suo tempo diffuse dalla stampa, secondo le quali ci sarebbero degli immobili di proprietà dell’ateneo peloritano dati in affitto ad associazioni, enti, soggetti, che non pagano il canone. Tra i “morosi” ci sarebbero addirittura docenti universitari. Altri esposti riguardavano la vicenda ereditaria di Nino Pino Balotta, che coinvolge l’Università di Messina in quanto destinataria, per testamento, di beni e diritti appartenuti all’illustre scienziato e umanista.

Su quest’ultima vicenda, il PdCI si era rivolto alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, chiedendo che venisse accertato se gli organi competenti dell’ateneo, nel corso degli anni, avevano compiuto tutti gli atti necessari per la gestione oculata del patrimonio ereditato da Nino Pino o se, al contrario, con la loro incuria, avevano consentito a terzi di appropriarsene illecitamente.

Ora il fronte delle indagini si è allargato e della vicenda Pino si sta occupando anche la Procura di Messina.

Bertuccelli ha confermato il contenuto degli esposti, ha dato alcuni chiarimenti, si è riservato di fornire nei prossimi giorni altri documenti ritenuti meritevoli d’attenzione da parte degli inquirenti.

Il PdCI esprime vivo compiacimento per il fatto che la magistratura sta approfondendo, in tutti i suoi aspetti, la vicenda ereditaria di Nino Pino e, nel contempo, sta indagando su altri filoni, relativi ad affitti, assunzioni di personale, ecc. Manifesta la propria fiducia nei giudici. Segue con interesse gli sviluppi dei vari processi che coinvolgono i vertici dell’Università di Messina. L’ampiezza del quadro accusatorio che lo riguarda impone che il Rettore rassegni le dimissioni, per meglio difendersi e per non coinvolgere l’intero ateneo in vicende che recano danno all’immagine dello stesso.

Per questo motivo, i Comunisti Italiani rinnovano la richiesta di dimissioni di Francesco Tomasello.

Antonio Bertuccelli, segretario provinciale del PdCI

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