Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE L'EX CONSIGLIERE COMUNALE ACQUEDOLCESE, GIUSEPPE SALERNO

Acquedolci (Me), 19/05/2010 - L'ex consigliere comunale, Giuseppe Salerno è stato condannato per diffamazione nei confronti del giornalista libico, Farid Adly. La sentenza è stata pronunciata nell'udienza di Martedì 18 maggio 2010 del Tribunale di Patti, sezione distaccata di Sant'Agata Militello.
Il giudice dott. Ugo Domenico Molina ha dichiarato il Salerno colpevole del reato previsto dall'art. 533 c.p.p per il quale era stato citato in giudizio, lo ha condannato alla pena di 450 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese processuali a favore della parte civile.
Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.

Il giornalista libico è stato difeso dall'avvocato Giuseppe Mancuso, affiancato dagli avv. Nespola e Ricca. L'imputato Giuseppe Salerno, invece, è stato difeso dall'avv. Alvaro Riolo.

I fatti contestati risalgono al 16 aprile 2005, quando un folto gruppo di politicanti dell'amministrazione Oriti, allora in carica, hanno svolto un comizio ad personam contro il giornalista libico Farid Adly, colpevole di non aver fatto l'omertoso dopo le minacce di morte subite, in seguito ad una trasmissione televisiva (sull'emittente santagatese OndaTV) durante la quale aveva denunciato le discariche a cielo aperto nelle valli del Furiano e dell'Inganno. L'allora amministrazione Oriti, giunta e sindaco, si è rifiutata di esprimere solidarietà al giornalista e esponente politico dei Democratici di Sinistra. Anche il consiglio comunale si era espresso, in termini generici condannado ogni tipo di violenza, soltanto dopo l'insistenza dell'opposizione guidata dal dott. Giuseppe Terranova e nell'imminenza del comizio dell'on. Claudio Fava, parlamentare europeo dei DS.

“Sono doppiamnete soddisfatto da questi risultati, perché dimostrano la superiorità della Democrazia”, ha detto Farid Adly, che attualmente ricopre la carica di coordinatore del Circolo “Giacomo Matteotti” del Partito Democratico. “Una prima soddisfazione l'ho ricevuta quando è stata mandata a casa la giunta Oriti, bocciata dal voto degli acquedolcesi onesti, e la seconda dopo questa limpida sentenza. Sono stato sempre aperto al confronto democratico e civile - ha continuato Adly -, ma non si può trascinare la battaglia politica nella sfera delle vicende personali e nel pettegolezzo, come è stato fatto in quel comizio ad personam del 16 aprile 2005.
Dopo 5 anni, la giustizia ha fatto il suo corso e mi ha dato ragione, malgrado il tentativo vano di deligittimazione e di denigrazione, svolto anche durante le sedute del processo. Gli interventi scandalosamente rancorosi e pieni di livore oscurantista, dettati forse anche da una certa dose di coda di paglia, non hanno minimamente oscurato la verità dei fatti”.

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