Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE L'EX CONSIGLIERE COMUNALE ACQUEDOLCESE, GIUSEPPE SALERNO

Acquedolci (Me), 19/05/2010 - L'ex consigliere comunale, Giuseppe Salerno è stato condannato per diffamazione nei confronti del giornalista libico, Farid Adly. La sentenza è stata pronunciata nell'udienza di Martedì 18 maggio 2010 del Tribunale di Patti, sezione distaccata di Sant'Agata Militello.
Il giudice dott. Ugo Domenico Molina ha dichiarato il Salerno colpevole del reato previsto dall'art. 533 c.p.p per il quale era stato citato in giudizio, lo ha condannato alla pena di 450 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese processuali a favore della parte civile.
Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.

Il giornalista libico è stato difeso dall'avvocato Giuseppe Mancuso, affiancato dagli avv. Nespola e Ricca. L'imputato Giuseppe Salerno, invece, è stato difeso dall'avv. Alvaro Riolo.

I fatti contestati risalgono al 16 aprile 2005, quando un folto gruppo di politicanti dell'amministrazione Oriti, allora in carica, hanno svolto un comizio ad personam contro il giornalista libico Farid Adly, colpevole di non aver fatto l'omertoso dopo le minacce di morte subite, in seguito ad una trasmissione televisiva (sull'emittente santagatese OndaTV) durante la quale aveva denunciato le discariche a cielo aperto nelle valli del Furiano e dell'Inganno. L'allora amministrazione Oriti, giunta e sindaco, si è rifiutata di esprimere solidarietà al giornalista e esponente politico dei Democratici di Sinistra. Anche il consiglio comunale si era espresso, in termini generici condannado ogni tipo di violenza, soltanto dopo l'insistenza dell'opposizione guidata dal dott. Giuseppe Terranova e nell'imminenza del comizio dell'on. Claudio Fava, parlamentare europeo dei DS.

“Sono doppiamnete soddisfatto da questi risultati, perché dimostrano la superiorità della Democrazia”, ha detto Farid Adly, che attualmente ricopre la carica di coordinatore del Circolo “Giacomo Matteotti” del Partito Democratico. “Una prima soddisfazione l'ho ricevuta quando è stata mandata a casa la giunta Oriti, bocciata dal voto degli acquedolcesi onesti, e la seconda dopo questa limpida sentenza. Sono stato sempre aperto al confronto democratico e civile - ha continuato Adly -, ma non si può trascinare la battaglia politica nella sfera delle vicende personali e nel pettegolezzo, come è stato fatto in quel comizio ad personam del 16 aprile 2005.
Dopo 5 anni, la giustizia ha fatto il suo corso e mi ha dato ragione, malgrado il tentativo vano di deligittimazione e di denigrazione, svolto anche durante le sedute del processo. Gli interventi scandalosamente rancorosi e pieni di livore oscurantista, dettati forse anche da una certa dose di coda di paglia, non hanno minimamente oscurato la verità dei fatti”.

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